Cna ai candidati: "Meno Imu sugli immobili dell'impresa e sgravi sulla rigenerazione urbana"

Appalti “a km zero”, riduzione dell'Imu sugli immobili che i piccoli imprenditori usano per le loro attività lavorative e poi ancora vantaggi fiscali per le imprese che dimostrano interesse al territorio

Appalti “a km zero”, riduzione dell'Imu sugli immobili che i piccoli imprenditori usano per le loro attività lavorative e poi ancora vantaggi fiscali per le imprese che dimostrano interesse al territorio, facendo assunzioni, investimenti in ricerca e sviluppo o che scelgono di non delocalizzare. Sono le richieste che Cna avanza ai candidati sindaci del territorio di Forlì-Cesena. Come è noto, domenica 26 maggio si voterà  in 20 dei 30 comuni della provincia. Cna Forlì-Cesena conta 10.700 imprenditori associati, per un totale di 31.560 lavoratori impiegati. Se si aggiungono i 7.350 soci pensionati, i conti sono presto fatti: con quasi 40mila persone inserite nel suo complesso sistema di artigianato e piccola e media impresa, Cna si rivolge ad una platea costituita da circa un cittadino su 10 nella nostra provincia.

Tramontata l'era in cui i cosiddetti “corpi intermedi” sono stati considerati marginali dalla politica, la Cna ha realizzato una precisa piattaforma unica di richieste che sarà supportata da una campagna di comunicazione, imperniata sullo slogan “Cna lo fa”. Illustrano Lorenzo Zanotti e Franco Napolitano, rispettivamente presidente e direttore generale di CNA Forlì-Cesena: “Da mesi viviamo appesi al filo delle previsioni sulla nostra economia, divulgate dai vari organismi internazionali. Stime purtroppo sempre in calo. E così, a forza di erodere decimali, siamo scesi dal +1,3% di crescita previsto in autunno al -0,2% stimato dall’Ocse nei giorni scorsi. Nella provincia di Forlì-Cesena contiamo 9,4 imprese ogni 100 abitanti. Anche a livello nazionale, il 95% delle imprese ha meno di 10 addetti. La piccola impresa, che dà lavoro all’80% degli occupati nel settore privato, è il più grande datore di lavoro in Italia”. In tale contesto anche le amministrazioni locali possono incidere.

Più Unioni e fusioni di Comuni

Molte delle richieste che avanza Cna sono a costo zero, come per esempio quella di procedere senza titubanza sulla strada delle Unioni dei Comuni, “tornando anche a parlare di fusioni di Comuni - spiega Zanotti – che è l'unico modo per poter mantenere alta la qualità dei servizi”. Per Cna questo deve poter portare anche all'uniformità dei regolamenti e delle tariffe che ad ora cambiano da comune a comune. Viene inoltre chiesta una maggiore lotta all'abusivismo e più attezione alla sicurezza: “Telecamere di videosorveglianza e gruppi di vicinato devono riguardare non solo piazza Saffi, ma le aree artigianali, dove spesso vive l'artigiano stesso”, sempre Zanotti.

Imu al minimo sugli immobili strumentali

Il capitolo più sensibile è quello del fisco, in particolare la leva dell'Imu, della quale si richiede la riduzione all'aliquota base per i cosiddetti immobili strumentali, quelli cioè direttamente utilizzati per l'attività imprenditoriale. Per la tassa dei rifiuti si chiede l'introduzione della tariffa puntuale in tutta la provincia (nel Forlivese c'è già) e si apre alla tassa di soggiorno, “possibile purché omogenea e destinata in toto allo sviluppo turistico” spiega Napolitano. Che aggiunge: “E sulla semplificazione: è fantascienza chiedere uno scadenzario comune per il pagamento dei tributi locali, con le stesse cadenze e la stessa modulistica?”. Forte è anche il peso di burocrazia che grava sulla aziende, che genera costi diretti ma soprattutto alti costi indiretti a partire dalle lunghe perdite di tempo in adempimenti a volte inutili a volte che potrebbero essere svolti in modo più efficiente. “Chiediamo un libro unico in ambito sovracomunale per ogni settore (urbanistica, regolamenti di igiene, ambiente, e altri); ricorso all’autocertificazione e sviluppo di adempimenti in via telematica”.

Centro storico: Imu al massimo sui locali sfitti

E' sul sostegno anche finanziario all'impresa che Cna chiede un maggiore sforzo. Per il ripopolamento delle vetrine si chiede di elevare al massimo l'Imu per i locali sfitti in centro storico, aggiungendo un sistema di sanzioni se la vetrina vuota genera anche degrado e abbandono. Si chiede di concedere l'azzeramento dell'imposta per chi invece mette a disposizione locali per i “temporary shop”. Piuttosto che di viabilità e parcheggi, Cna preferisce parlare di “raggiungibilità”, “che è correlata alla percezione della distanza in base al percorso che si intraprende, per cui fare 500 metri in uno spazio degradato è percepito come molto più disagevole che farlo in un contesto piacevole”, viene indicato nella piattaforma programmatica.

Appalti a chilometro zero

Altro punto forte per Cna è l'introduzione di “appalti pubblici a km 0, col superamento del massimo ribasso e il pagamento diretto dei subappaltanti”. Spiega Napolitano: “Ci sono esempi anche in realtà vicine, come Faenza, in cui questo è stato messo a punto, a parità di normativa nazionale. Ci sono varie modalità per distinguere tra chi concorre per fare dei lavori, avvalendosi magari di sub-appaltatori locali, e chi concorre per aggiudicarsi appalti che poi non porterà a termine”. E sempre per le imprese si chiedono premialità per chi si impegna realmente nella rigenerazione urbana, contro il consumo di suolo, sia a quelle imprese più vicine al territorio, che scelgono di assumere personale, investire risorse e non delocalizzare.

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Turn-over generazionale

Infine la richiesta ai candidati è quella di prendere misure a sostegno della continuità delle aziende nel turn-over generazionale. Sempre più spesso succede che gli imprenditori artigiani superano l'età di 60-65 anni senza avere in famiglia qualcuno a cui passare il testimone e si trovano in difficoltà nell'incontro con chi è interessato a subentrare. Questo temi saranno tutti sviluppati nel corso di incontri vis-a-vis o in dibattiti pubblici con i candidati sindaci del territorio.

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