Le piadinare contro il marchio Igp della piadina

Per la Confesercenti l'Igp non tutela la freschezza, la quotidianità, la manualità e la territorialità della "vera piadina", mentre favorisce le produzioni industriali

Un'invasione pacifica del Comune di Cesena da parte di una delegazione di titolari di chioschi di piadina contro contro l’Igp sulla piadina industriale: è quanto è successo lunedì ad opera dell'associazione per la Valorizzazione della Piadina Romagnola, insieme con Slow Food e la Confesercenti Cesenate. Questi soggetti si oppongono a ciò che è previsto nel disciplinare definito nell'iter per dare alla piadina romagnola il marchio di indicazione geografica protetta (Igp). Per la Confesercenti l'Igp non tutela la freschezza, la quotidianità, la manualità e la territorialità della “vera piadina”.  

Lunedì mattina 17 ottobre 2011 si è tenuta, presso la sede di Confesercenti Cesenate e della Associazione per la Valorizzazione della Piadina Romagnola, l’assemblea dei titolari di chioschi e rivendite di piadina sull’ipotesi di istituzione del marchio Igp per la piadina industriale, in discussione presso il Ministero delle Politiche Agricole. Ne è scaturita la decisione di opporsi decisamente a questo nuovo tentativo “che viene compiuto da parte delle istituzioni che paiono seguire le indicazioni dell’industria piuttosto che il rispetto della tradizione più vera del prodotto simbolo della gastronomia romagnola”, spiega la Confesercenti.

“Nella battaglia contro questo igp c’è, a fianco delle piadaiole il movimento Slow Food regionale e nazionale, a partire dalla Condotta di Cesena”, sempre la Confesercenti. “Oltre ad esaminare la proposta del disciplinare, che pare abbia già avuto un sorprendente  parere favorevole da parte della Regione Emilia-Romagna e che verrà discusso mercoledì da rappresentanti del ministero, a Rimini”.

L’assemblea ha svolto considerazioni anche su una dichiarazione dell’assessore della Provincia di Forlì-Cesena, Iglis Bellavista. L’assessore provinciale al Turismo afferma, in buona sostanza, che “… uno consuma la piadina che più gradisce, che sia di un chiosco o la trovi nel supermercato”. Dicono dalla Confesercenti: “Da chi si è inventato il “Piadina Days” e ha spronato tutte le amministrazioni comunali dell’intero territorio e i produttori di piadina a partecipare ci si poteva aspettare una presa di posizione diversa. Alla fine della riunione una nutrita delegazione di titolari di chioschi ha invaso pacificamente e simbolicamente il Comune di Cesena. “Armati” di mattarelli e piadine, le piadaiole e i piadaioli sono stati ricevuti dal sindaco di Cesena, Paolo Lucchi che si è dichiarato disponibile a continuare a sostenere questa battaglia contro l’igp alla piadina industriale anche in altre sedi fuori dal territorio comunale. Intanto è in via di definizione un manifesto che verrà consegnato ai dirigenti del ministero mercoledì prossimo”.

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