Piadina IGP, anche Coldiretti sulle barricate contro il disciplinare

"Non è presente alcun accenno sull'approvvigionamento della principale materia prima obbligatoria: la farina. Il disciplinare non considera origine e provenienza delle materie prime"

“Impossibile salvaguardare un prodotto simbolo delle tradizioni romagnole senza valorizzare e tutelare allo stesso tempo origine e provenienza delle materie prime impiegate, vero cuore e garanzia di qualità del prodotto medesimo e di quella “romagnolità” che in qualche modo si vorrebbe difendere e tutelare”: lo dice Coldiretti Forlì-Cesena, che con una nota interviene nel dibattito relativo alla proposta di riconoscimento per la I.G.P. “Piadina Romagnola” presentando le osservazioni inviate, in una missiva (firmata anche dal Consorzio Agrario di Forlì-Cesena e Rimini, dal Consorzio Agrario di Ravenna, da Coldiretti Ravenna, Coldiretti Rimini e da Coldiretti Emilia-Romagna) alla Direzione Generale della qualità dei prodotti agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole.

A seguito dell’istruttoria aperta dal Ministero e del parere favorevole della Regione Emilia-Romagna, le associazioni dell’Artigianato hanno redatto una proposta di disciplinare per la produzione della piadina romagnola I.G.P.. Continua la Coldiretti: “Siamo estremamente favorevoli alla salvaguardia di un prodotto simbolo delle tradizioni romagnole – quale è la piadina – anche se non può non sottolineare come l'uso consolidato di questa produzione e del termine ‘romagnola', fortemente evocativo del territorio, avrebbe richiesto di tutelare il prodotto in questione con una DOP.  Dopo un attento esame della proposta di disciplinare I.G.P., Coldiretti non può esimersi dal rimarcare come tale proposta presenti un forte scollamento con la parte produttrice di grano e farina (non coinvolta) oltre che dal territorio storicamente vocato”.

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Infatti, per l'associazione, “non è presente nel disciplinare alcun accenno sull'approvvigionamento della principale materia prima obbligatoria: la farina. Un disciplinare che non considera origine e provenienza delle materie prime, non solo non valorizza le eccellenze del territorio, quel frumento di Romagna,  quell'olio extravergine, lo strutto, che fanno della piadina un prodotto a ‘filiera corta e certificata', ma finisce col mancare l'obiettivo principale che si sono posti i proponenti, ossia la tutela della piadina quale simbolo di romagnolità”.

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