Patrignani: "Troppi commercianti lasciano, serve un piano straordinario di salvataggio"

"La sfida è attuare un piano straordinario di salvataggio spetta a un concorso di forze. Alla politica, a tutti i livelli, che deve salvaguardare come bene prezioso la piccola rete distributiva al dettaglio"

"Sempre più spesso vengono pubblicati articoli su negozianti che lasciano. Possiamo ascoltare dalla viva voce di chi abbandona il mestiere le difficoltà di fare il negoziante oggi, con la concorrenza della grande distribuzione e del commercio on line, i mutati stili di vita e di acquisto". E' la riflessione del presidente di Confcommercio cesenate Corrado Augusto Patrignani.

"Una storia nota, per chi come Confcommercio ogni giorno è a fianco dei piccoli imprenditori: un fenomeno generalizzato di tanti che lasciano con il ricambio generazionale che, specie in certe merceologie, latita. Che fare, allora? Assistere, rassegnati e nostalgici verso il buon tempo andato, all'ineluttabilità della situazione? Oppure provare a governarla? Propendo per la seconda strada e l'ardua sfida di attuare un piano straordinario di salvataggio spetta a un concorso di forze. Alla politica, a tutti i livelli, che deve salvaguardare come bene prezioso la piccola rete distributiva al dettaglio, in particolare nelle frazioni periferiche e creare un ambiente fiscale, burocratico, infrastrutturale più favorevole al loro mantenimento, con interventi anche ai piani alti come l'introduzione della web digital tax per i colossi del web che vendono in Italia. Il passaggio è prima di tutto culturale e consiste nel considerare la rete distributiva al dettaglio un servizio sociale a tutti gli effetti, irrinunciabile e introdurre premialità per chi lo svolge, non solo per i nuovi che entrano, ma anche per gli altri che ci sono già".

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"A noi corpi intermedi - prosegue Patrignani - spetta il compito di una rappresentanza d'impresa incisiva e al passo coi tempi, per affiancare chi intraprende con servizi e consulenze di alto livello e con rinnovata progettualità. Al consumatore, fatta salva la libertà di acquistare dove e come vuole, spetta infine una scelta etica che si ponga questo quesito: cosa posso fare io contro la desertificazione commerciale al dettaglio? Ecco perché Confcommercio non manca di invitare la clientela a privilegiare i piccoli negozi e di vicinato, e non solo sotto Natale. Ne va del futuro delle nostre città.  Lo sviluppo sostenibile riguarda anche l'ambiente umano, non solo quello naturale, come ci ricorda Agenda 30 che al punto 8 mette la salvaguardia del lavoro dignitoso e della crescita economica, che le piccole imprese alimentano ogni giorno. Ma anch'esse debbono essere alimentate, altrimenti non si chiude il cerchio".

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