Negozio, palcoscenico e area relax, una scommessa 'rosa' nel commercio: "Sana follia"

Si potrà  entrare per caricare il cellulare e leggersi un libro (recuperato) messo a disposizione da "3de". Chi vorrà potrà bersi una tisana, guardare una mostra d'arte o acquistare qualcosa

Un po' negozio, un po' galleria, un po' studio ma un po' anche palcoscenico: lo spazio "3de" Tre Dante Experience, che aprirà circa dopo la metà di marzo in via Cavalcavia 101 (al posto di Minoia), è qualcosa che a Cesena non si è mai visto. Si potrà  entrare per caricare il cellulare e leggersi un libro (recuperato) messo a disposizione da "3de". Chi vorrà potrà bersi una tisana, guardare una mostra d'arte o acquistare qualcosa che di volta in volta viene esposto (ci saranno calzature, abbigliamento, accessori, arredamento, make-up tutti attentamente selezionati ma a prezzi contenuti) e magari ascoltarsi anche un po' di musica.

A scommettere su questo nuovo e visionario progetto è Enrica Ramilli, proprietaria del negozio di calzature Dante in via Mazzoni. Una commerciante purosangue. Il suo bisnonno, oltre un secolo fa, faceva già le scarpe ai contadini girando per la Romagna con asino e carretto, e ricevendo spesso in cambio di un bel paio di mocassini, farina e uova. Poi i nonni, da ambulanti che erano, hanno avuto il coraggio di fondare il negozio di scarpe Dante, uno dei primi a Cesena, passato poi ai genitori di Enrica e ora gestito da lei e le figlie.

Ci vuole coraggio ad aprire un negozio in un periodo di crisi... E, soprattutto, che negozio...

Guardi più che coraggio, follia. Ma secondo me è una sana follia perché ritengo che dare senso alla vita voglia dire anche provare a realizzare i sogni che abbiamo nel cassetto. E' un buon esempio anche per i più giovani.

Ci spieghi un po' meglio di che si tratta?

E' uno spazio fluido, un contenitore dove trovano posto più cose e più situazioni. Appena sono entrata dentro il negozio Minoia, una ferramenta/utensileria attiva da moltissimi anni in città, me lo sono visto subito. Il negozio è diviso in tre parti, una parte la gestirà una ragazza che apre un negozio di abbigliamento, le altre due le ho prese io e, lasciando gli interni molto simili a una vecchia ferramenta, insieme alla progettista, Ariela Gasperetti, ho pensato a spazi mobili, pannelli,tende che scorrono, un palcoscenico, area relax. Insomma uno spazio di 120 metri quadrati dove chi entra deve sentirsi a casa propria. Poi, è ovvio, ci sarà una collezione di abbigliamento, calzature e altra oggettistica che cambierà molto spesso. Chi piace qualcosa lo può comprare, ma non sarà l'unico fine di "3de".

Perché si chiamerà "3de"?

Perché il 3 è una simbologia fortunata e ricorrente nella mia vita. 3 è il mio giorno di nascita, 3 sono le mie figlie, 3 i progetti in cui credo e lavoro, 3 è la perfezione. D come Dante, il negozio Dante Calzature che gestisco da anni e che molti anni prima gestivano i mie genitori e prima ancora i miei nonni.  E infine E come experience perché si parla di esperienza. Vendere cose, prodotti, oggetti, lo so già fare e spero continuerò a farlo, ma vendere esperienze è un livello superiore, un livello 2. Anzi 3.

E gli eventi come saranno organizzati?

Ci sarà un calendario, di nomi e date di tutti gli eventi in programma, con i vari protagonisti e partecipanti, saranno tutti gratuiti, saranno tutti diversi, saranno mondi dentro al mondo, si spazierà tra fotografia, arte, musica, scultura, pittura, poesia,
tatuatori, inventori, e chiunque abbia qualcosa da dire o da mostrare. Noi daremo la possibilità di farsi sentire e vedere da voi, il mondo, il pubblico. Anche l'inaugurazione sarà una grande festa.

Quando aprirà?

Non abbiamo ancora la data certa, ma penso a metà marzo.

Lo staff?

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Siamo tutte donne e questo mi piace moltissimo. Ho tre figlie e con loro condivido moltissimo del mio lavoro. Ma non solo, perché è una donna anche la progettista, l'arredatrice (Claudia Farneti Meraviglia) e anche alcuni artigiani sono donne. Ma poi ci sono le ragazze, quelle che sono con me da Dante e quelle con cui collaboro per la mia linea di scarpe ecosostenibili e completamente vegane (linea Daquy). Ci terrei molto a citarle: Susi, Catia, Elisabetta, Carlotta, Beatrice, Margherita, Francesca. Tutte donne fantastiche, piene di determinazione e passione, qualità che spesso è difficile quantificare ma hanno un enorme valore sul piano concreto. E' anche grazie a loro che oggi sto mettendo in piedi il progetto "3de".

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