Macfrut si presenta in Angola e Etiopia, un padiglione africano anche nel 2020

Anche l’edizione 2020 di Macfrut darà grande centralità al Continente Africano, ospitato in un apposito padiglione

Sempre più stretto l’asse tra Macfrut e il Continente Africano. Nei giorni scorsi si è svolta una missione di presentazione della fiera internazionale dell’ortofrutta in Angola, nella capitale Luanda, e in Etiopia, ad Addis Abeba e nella città di Arba Minch. L’iniziativa, organizzata da AEFI in collaborazione con Ice Agenzia, si inserisce all’interno di un articolato progetto focalizzato sul continente africano.

L’obiettivo è quello di promuovere la diffusione delle tecnologie italiane a supporto dello sviluppo del comparto agricolo dei due Paesi, nonché portare aziende africane alla prossima edizione di Macfrut in Fiera a Rimini (da martedì 5 a giovedì 7 maggio 2020).

Anche l’edizione 2020 di Macfrut, infatti, darà grande centralità al Continente Africano, ospitato in un apposito padiglione, così come avvenuto nell’edizione 2019 quando 14 furono i paesi presenti per un totale di 150 espositori. In questa grande area saranno presenti anche l’Angola e l’Etiopia, focus della recente missione. Insieme al Presidente di Macfrut Renzo Piraccini, hanno preso parte una decina di aziende del comparto: Agricola Italiana, Coviro, Idromeccanica Lucchini, Vivai Battistini, Turatti Group, Ferrari Costruzioni Meccaniche, Tropical Food Machinery, Consorzio Cermac, Suba Seeds, Cassa Depositi e Prestiti. La missione ha visto un evento di presentazione di Macfrut, incontri di business con gli operatori e visite aziendali.

Per Macfrut 2020 si tratta della terza missione nel Continente Africano, dopo la presentazione in Mali e nel Marocco, a cui faranno seguito nelle prossime settimane la Somalia, Eritrea e l’Egitto nell’ambito di Food Africa.

“L’Africa è un’area strategica per Macfrut in quanto necessita di sviluppare il settore dell’ortofrutta – spiega Renzo Piraccini, Presidente di Macfrut - e per questo le tecnologie e il packaging italiani sono fondamentali. Prendiamo l’Angola: coltiva solo il 4% del territorio disponibile ed ogni anno importa oltre 3 miliardi di dollari di prodotti agricoli. Una vera assurdità considerando che c’è grande disponibilità di acqua e di terreni fertili. Questo dà l’idea delle grandi opportunità offerte alle aziende italiane in quell’area”.

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