L'allarme del decano degli albergatori: "Ci stiamo deromagnolizzando, torniamo all'antico spirito"

"La stagione non sta andando bene - sottolinea Dall'Ara -. Lasciamo da parte il tempo, con un maggio che non è esistito e tutto il resto. Le presenze sono in calo, lo si registra empiricamente"

"Ci stiamo deromagnolizzando e perdendo le nostre caratteristiche viene meno l'attrattività della nostra riviera". A stagione in pieno corso è l'albergatore storico di Gatteo Mare Egisto Dall'Ara, membro di giunto Confcommercio cesenate, a lanciare l'allarme. 75 anni, gestisce con la moglie l'hotel Jolanda acquisito nel 1968. Da mezzo secolo sulla breccia, ex assessore al turismo, chef-albergatore, docente e formatore, uomo di turismo. "Ho avuto due maschi, ma ho atteso invano la figlia femmina per darle il nome dell'albergo", dice.

"La stagione non sta andando bene - sottolinea Dall'Ara -. Lasciamo da parte il tempo, con un maggio che non è esistito e tutto il resto. Le presenze sono in calo, lo si registra empiricamente. Francesi, svizzeri, lussemburghesi, chi li vede più? Io ho 60 posti, clienti fidelizzati, non faccio testo, sono un'isoletta, guardo il resto e credo che dobbiamo rivedere il modello".

"Non ne va creato uno nuovo, ma va recuperato quello antico, ovviamente aggiornato ai tempi - aggiunge Dall'Ara -: il modello della Romagnolità, quello che c'è scritto anche nelle insegne del nostro Summer Village: "Gatteo mare e sei in Romagna". Ma se sei in Romagna debbono esserci ospitalità, clienti coccolati, rapporto eccellente qualità prezzo ma non la deleteria politica dei prezzi stracciati negli alberghi che nuoce a tutti e deprezza svilendola la località turistica. Certo, mi rivolgo ai miei colleghi albergatori: parliamoci, facciamo quadrato, rimaniamo fedeli al modello dei pionieri del boom che hanno creato la Romagna turistica marina. Le grandi catene fanno il loro mestiere ma spersonalizzano, e il discorso rischia di valere anche per chi rileva alberghi avviando nuove conduzioni. Qui siamo in Romagna e il nostro brand anche negli alberghi è di trattare il cliente come un familiare, un parente". "Altrimenti - ammonisce Dall'Ara-_ continueremo a perdere competitività. Non deve essere una romagnolità a macchia di leopardo, ma la caratteristica di tutto il sistema. Basta con la battaglia dei prezzi stracciati, concentriamoci sul modello".

"Prevedo una stagione da meno dieci - afferma Dall'Ara - ma non voglio fare la Cassandra -: questa è una stagione che sta mettendo in luce cosa può succedere se un modello va in crisi. La politica può dal canto suo fare molto di più per sostenere il nostro turismo, a partire dalle infrastrutture ancora carenti, con l'agognato aeroporto di costa o che comunque serve bene tutta la costa ancora da realizzarsi e tutto il sistema del trasporto da adeguare. La riviera romagnola deve essere massimamente fruibile e raggiungibile e deve giocarsi la partita della ospitalità rimanendo fedele al suo dna. Albergatori e tutto l'indotto, che continua a soffrire anche per la diminuita capacità di spesa, devono ragionare insieme su come rilanciare il nostro modello che ci rese unici al mondo, ma che si sta sbiadendo. Il calo delle presenze, la perdita di turisti stranieri, ma non solo, si spiega anche così. Corriamo ai ripari".

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