"Inserire nel lavoro i ragazzi disabili è la nostra ragion d'essere", il ristorante pronto a ripartire

Al ristorante Well Done Cils Social Food fervono i preparativi per accogliere i clienti in totale sicurezza

In previsione di riaprire i battenti lunedì prossimo, al ristorante Well Done Cils Social Food fervono i preparativi per accogliere i clienti in totale sicurezza ma con la consueta professionalità e qualità della proposta, affiancando il servizio a domicilio che nel frattempo si è conquistato sostenitori affezionati e verrà continuato.

Dopo oltre due mesi di chiusura, l’incertezza sul futuro passa in secondo piano rispetto all’entusiasmo per l’imminente ripartenza, mentre lo staff si adegua ai cambiamenti che li aspettano, familiarizzando con le nuove condizioni sanitarie richieste.

Fortunatamente, agli spazi già ampi si aggiunge il dehors che si affaccia sulla piazza e che permetterà a famiglie e amici di stare in gruppo, vicini ma sicuri. Un periodo non facile per nessuno, ancora più impegnativo per un’impresa che era partita solo pochi mesi fa e stava raccogliendo consensi creandosi un posticino nel cuore dei cesenati per la versatilità e il calore che si respiravano varcando la soglia.

“Ho fatto i salti di gioia quando me lo hanno comunicato un paio di giorni fa” afferma Marco Bocchini, uno dei due dipendenti seguiti dalla cooperativa Cils che riprenderanno fin da subito le loro mansioni in sala, anticipando il graduale rientro anche degli altri lavoratori Cils coinvolti nel progetto. Una notizia accolta, se possibile, con maggiore contentezza e sollievo poiché le persone con disabilità sono state tra le prime a risentire del crollo economico conseguente alla pandemia e che hanno risentito di più del distanziamento sociale.

Per Marco, che lavora in Cils dal 1999, l’esperienza in Well Done Cils Social Food era stata cercata e voluta, per rinnovarsi professionalmente, sperimentando e imparando qualcosa di nuovo in un contesto dinamico e stimolante dopo che per tanti anni era stato occupato nel servizio di lavaggio stoviglie all'ospedale Bufalini e nel settore delle pulizie.

“Sono stato veramente triste – conferma Victor Dominguez Rodriguez, in Cils dal 2006 e da un lustro a tempo indeterminato dopo contratti stagionali in altri settori della cooperativa – e la pausa forzata è sembrata interminabile. Ero orgoglioso del mio incarico in sala e avevo da poco cominciato anche a prendere le comande. Non essere più a contatto con la gente, con i colleghi è quello che mi è mancato di più. C’era un gran bella atmosfera e sono super contento di tornare al mio lavoro e rivederli tutti”. 

Pensieri e sentimenti che il presidente della cooperativa Giuliano Galassi condivide pienamente: “L’inserimento lavorativo delle persone affette da disabilità è la ragion d’essere della nostra cooperativa e noi crediamo fermamente che un’occupazione remunerata e dignitosa sia fondamentale, anche e soprattutto in questo momento di emergenza”. Senza dimenticare quanti sono stati lasciati a casa e sono ancora in attesa di sapere se e quando rientrare, “pur con dubbi e preoccupazioni – continua Galassi - è bello ripartire. Noi siamo vicini a tutti i nostri dipendenti, attivando protocolli di sicurezza e misure di sostegno economico per quanti in difficoltà. Instancabili, ci stiamo battendo, come abbiamo sempre fatto, per tutelare i loro diritti fino ad una fase senza più un numero che significa l’auspicato ritorno alla normalità, di vivere del proprio lavoro e di essere orgogliosi di servire la comunità, integrati e indipendenti economicamente.”

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“Siamo super carichi e super pronti - concludono orgogliosi Marco e Victor – i cambiamenti non ci spaventano e siamo sicuri che insieme ce la faremo a superare anche questa”.

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