Imprese, la Romagna ha tenuto botta alla crisi. Male edilizia e commercio

Fotografia dalle tinte differenti per l'economia nelle province di Forli'-Cesena e Rimini quella scattata dalla Camera di commercio della Romagna attraverso "un'analisi sintetica dei principali indicatori economici"

Bene trend della ricchezza prodotta, export e produzione industriale. Male invece l'andamento del credito, edilizia e commercio al dettaglio. Fotografia dalle tinte differenti per l'economia nelle province di Forli'-Cesena e Rimini quella scattata dalla Camera di commercio della Romagna attraverso "un'analisi sintetica dei principali indicatori economici e della loro dinamica negli ultimi cinque anni". Emerge dunque "un'economia sostanzialmente in ripresa su molti aspetti", sebbene sia in calo il numero delle imprese. Sono positive le dinamiche del mercato del lavoro e del comparto turistico. Note negative arrivano, invece, anche dall'agricoltura. I dati degli ultimi cinque anni, sintetizza il presidente della Cciaa della Romagna, Fabrizio Moretti, confermano un "tessuto produttivo dinamico e orientato alla crescita anche se si registrano alcuni elementi di criticita'". Per sostenere le imprese l'Ente stanzia fondi per circa 3,2 milioni di euro. "Le strategie adottate e che la Camera continuera' a promuovere sono orientate a una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva".

Piu' nel dettaglio dei numeri, al 30 settembre scorso si contano 88.845 localizzazioni attive, in flessione del 2,6% rispetto al medesimo periodo del 2013. Le imprese attive sono 71.545, giu' del 4,4%. Crescono le societa' di capitale, al 18,6%, calano quelle artigianali, al 30,4%. Il valore aggiunto e' pari a 20,2 miliardi di euro, in crescita del 5,1% rispetto al 2013. Il 47% e' generato dal settore dei Servizi, il 27% da Commercio, Trasporti e Turismo e il 19% dall'Industria. L'export pesa per il 29,3%. Le previsioni di crescita per il 2018 e il 2019 sono pari all'1,3% e all'1,2%.  La propensione al credito e' pari a 1,06, "notevolmente ridimensionata rispetto a cinque anni". I prestiti sono infatti calati del 18%, mentre i depositi sono aumentati del 24,1% e la rischiosita' del 9,2%. Buone notizie dall'occupazione: il tasso di attivita', 72,4%, e' aumentato rispetto al 71,4% del 2013; il tasso di occupazione e' al 66,7% rispetto al 65,2%; quello di disoccupazione al 7,6% rispetto al'8,5%. Nella provincia di Forli'-Cesena si contano 45.399 localizzazioni attive, in flessione del 3,1%, e 37.101 imprese attive, giu' del 5,3%. Il valore aggiunto e' di 11,3 miliardi di euro, in crescita del 6,4%. In agricoltura la produziOne lorda vendibile a prezzi della produzione e' pari a 475 milioni di euro, in flessione del 22,3% rispetto al 2013.

La contrazione riguarda tutti i principali comparti. L'indice della produzione industriale risulta in crescita del 17,1%, mentre l'indice del volume d'affari nel settore delle costruzioni si e' ridotto del 7,5% e quello del fatturato del commercio al dettaglio del 4,1%. Sul fronte della forza lavoro si registra una diminuzione, associata a un miglioramento della disoccupazione. In particolare, il tasso di attivita' del 71,5% e' diminuito rispetto al 72,7% del 2013; il tasso di occupazione del 66,9% si e' ridotto rispetto a 67,5%; il tasso di disoccupazione, 6,4% e' invece migliorato rispetto a quello del 2013, 7%. Per il turismo arrivi in aumento del 15,7% e presenze del 6,4%, quelle straniere del 4,5%. La permanenza media nelle strutture ricettive si ferma a 5 giorni rispetto ai 5,4 del 2013. In provincia di Rimini sono presenti 43.446 localizzazioni attive, in flessione del 2%, e 34.444 imprese attive, in flessione del 3,5%. Il valore aggiunto e' di 8,9 miliardi di euro, su del 3,5%. La produzione lorda vendibile in agricoltura e' pari a circa 97 milioni di euro, in flessione del 28,6% rispetto al 2013. L'indice della produzione industriale risulta in crescita del 9,5%; l'indice del volume d'affari nel settore delle costruzioni si e' invece ridotto del 4,2% e quello del fatturato del commercio al dettaglio dell'11,9%. "Miglioramento significativo" nei fondamentali del mercato del lavoro. Il tasso di attivita', 73,3%, e' aumentato rispetto a 69,8%; il tasso di occupazione e' al 66,6% rispetto al 62,4%; il tasso di disoccupazione all'8,9% rispetto al 10,4%. Gli arrivi sono aumentati del 16,3% e le presenze del 3,7%, ma quelle straniere calano del 5%; la permanenza media e' scesa a 4,5 giorni. (fonte Dire)

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