Imprese giovanili, la Romagna fa rete. Cesena 'sponsorizza' le nuove attività under 30

Il territorio si riscopre più unito, da Rimini, passando per Cesena, Forlì e Faenza con il protocollo d’intesa siglato martedì dall’amministrazione comunale per aiutare i giovani delle province romagnole a mettersi in proprio

Per fare goal nel mondo del lavoro, bisogna andare in rete. E il Comune di Cesena lo fa aderendo al network di enti e associazioni di categoria a sostegno di nuove imprese romagnole. Il territorio si riscopre così più unito, da Rimini, passando per Cesena, Forlì e Faenza con il protocollo d’intesa siglato martedì dall’amministrazione comunale per aiutare i giovani delle province romagnole a mettersi in proprio. E se le idee e la voglia di fare ce la mettono i ragazzi, a sostenerli in una nuova un’avventura imprenditoriale ci pensa chi ha esperienza nel campo.

Una delle strade per uscire dalla crisi economica è infatti quella di confrontarsi con soggetti con esperienza provata e specifica alla ricerca di obiettivi per affrontare al meglio il mercato del lavoro e realizzarsi in campo professionale. Ma se ai ragazzi le idee e il talento di certo non mancano, a latitare forse è il coraggio. Secondo uno studio di Unioncamere infatti la regione Emilia-Romagna presenta un tasso di imprenditoria giovanile più basso di quello medio nazionale (8,3% a fronte del 10,6% della media nazionale al 30 settembre 2014). In più il quadro romagnolo dei servizi, dei progetti e degli incubatori a sostegno dell’avvio di impresa under 30 risulta carente rispetto al contesto emiliano e nazionale in genere.

E così, per dare uno sprint all’orgoglio imprenditoriale romagnolo, la Provincia di Rimini nel 2013 si è fatta promotrice del progetto “Impresa creativa: missione possibile”. A questa si sono aggiunti altri partner: il Comune di Cesena appunto, poi l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, l’Unione della Romagna Faentina, il Comune di Cervia, la Confesercenti, la Cna e la Confartigianato della provincia di Rimini, l’associazione Aiccon di Forlì, la Fondazione Augusta Pini e Istituto del Buon Pastore onlus di Bologna, la RicercAzione di Faenza, l’associazione Sonora social club di Bagnacavallo e la Formula Servizi alle Persone di Forlì.

Gli enti romagnoli si sono così trovati d’accordo nel creare una rete, come recita il protocollo, “che diventi il principale strumento per la promozione sul territorio romagnolo di una cultura imprenditoriale e per il sostegno dei giovani nella creazione e nella crescita di progetti di business”. L’obiettivo, oltre a quello di incoraggiare i ragazzi a mettersi in proprio, è di ridurre la frammentarietà dei servizi forniti e di costruire un terreno di incontro fra giovani e operatori del settore per facilitare la trasformazione di passioni e idee in imprese e opportunità di crescita non solo personale, ma anche economica e sociale.

“La fantasia e il talento sono le qualità che caratterizzano i giovani del nostro territorio – spiega il sindaco, Paolo Lucchi -, per trasformarle in un lavoro serve solamente metterle a frutto. Questa Rete di soggetti avrà quindi la funzione di affiancare i giovani nella loro idea di impresa, come farebbe un padre con i figli, dando suggerimenti, fornendo esempi sostegno e invitando a cogliere le opportunità che spesso i ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro non sanno nemmeno di avere”.

I prossimi passi dunque saranno quelli di individuare una referente della Rete e di istituire un gruppo tecnico di coordinamento per fare circolare le informazioni e aggiornare la mappa dei servizi e dei progetti del territorio a sostegno dell’avvio di impresa. In più la Rete si farà carico di creare eventi di sensibilizzazione e di opportunità di informazione e di formazione oltre alla pubblicizzazione di bandi e programmi a livello territoriale, nazionale ed europeo. Non ultimo promuoverà l'adesione al protocollo di ulteriori soggetti che operano nelle tre province romagnole.

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