Gare gas, focus su tariffe e la trasparenza: "Servono correttivi alla normativa"

Per la provincia di Cesena e Forlì hanno partecipato l’amministratore unico di Unica Reti Stefano Bellavista e i deputati Simona Vietina di Forza Italia e Marco Di Maio del Pd

Si è svolto mercoledì a Roma alla Camera dei Deputati un importante appuntamento dal titolo "Gare Gas: Opportunità di Rilancio Economico tra investimenti ed efficienza del servizio". Al workshop organizzato da Energia Maps, per la provincia di Cesena e Forlì hanno partecipato oltre all’amministratore unico di Unica Reti (la società proprietaria delle reti gas e acqua nella provincia di Forlì-Cesena) Stefano Bellavista, anche i deputati Simona Vietina di Forza Italia e Marco Di Maio del Partito Democratico. Organizzato per fare il punto sullo stato delle gare gas, all’incontro romano sono stati invitati tutti gli attori coinvolti nelle Gare Gas come il Ministero dello Sviluppo Economico, le associazioni dei consumatori, Agcom, Anci, Anigas, Utilitalia, Assogas, Uniatem e i Parlamentari della Commissione Attività Produttive della Camera.

"Con l’avvio delle “gare gas” potrebbero prendere il via una parte rilevante di quegli agognati nuovi investimenti in opere pubbliche continuamente evocati da ampi settori politici e economici del nostro Paese - ha spiegato Bellavista nel suo intervento - il potenziamento e manutenzione delle reti di distribuzione, gli interventi di innovazione tecnologica ed efficientamento energetico. Tali ingenti investimenti non avrebbero impatto sulla fiscalità generale e locale o sui consumatori, in quanto già ricompresi nel sistema tariffario regolato". Unica Reti ha dunque ribadito che "per semplificare e rendere più eque le procedure di gara gas, sono attesi da anni dal Mise alcuni correttivi alla normativa. Uno di questi è il riconoscimento della quota ammortamenti tariffari a favore dei beni di proprietà pubblica delle Società patrimoniali delle reti, diritto oggi ingiustamente precluso per un grave vulnus normativo. Si tratta di oltre 50 milioni di euro pagati con le tariffe dai cittadini-utenti, che anziché essere destinati agli Enti Pubblici proprietari delle reti gas concesse in uso al gestore del servizio, andrebbero invece al gestore anche quando non proprietario delle reti”, determinando nel caso un ingiustificato arricchimento o arricchimento senza causa. Queste somme devono invece essere correttamente destinate, come già oggi avviene, a favore della ns Società Patrimoniale dei Comuni".

"Emblematico e peculiare è il caso della nostra Società patrimoniale (a totale ed esclusiva partecipazione comunale), giuridicamente e contabilmente differente dal profilo dei Comuni - ha aggiunto Bellavista -. Emblematico perché per primi in Italia abbiamo diligentemente dato corso ad una prescrizione di Legge che impone l’indizione delle gare per l’affidamento del servizio distibuzione gas, dal 2016 saremmo infatti autorizzati a pubblicare il Bando di Gara. Grave che in seguito alle nostre continue comunicazioni trasmesse il Mise abbia poi ammesso di dovere correggere e aggiustare la normativa, cosa che ancora non ha fatto. Peculiare in quanto il nostro profilo societario, contabilmente e giuridicamente differente da quello dei Comuni, non può essere trattato con la stessa impostazione normativa e contrattuale genericamente definita per tutti gli Enti concedenti proprietari o meno delle reti del gas".

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