Due banche del Cesenate si fondono: nasce il "Credito cooperativo romagnolo"

Due banche di credito cooperativo del Cesenate si fondono per costituire una realtà più forte. Dal primo gennaio nasce il “Credito cooperativo romagnolo”, frutto dell'unione della “Banca di Cesena” e “BCC Gatteo”

Due banche di credito cooperativo del Cesenate si fondono per costituire una realtà più forte. Dal primo gennaio nasce il “Credito cooperativo romagnolo”, frutto dell'unione della “Banca di Cesena” e “BCC Gatteo”. Il nuovo soggetto bancario mira a superare la grande frammentazione nel campo del credito cooperativo (in provincia di Forlì-Cesena attualmente ci sono 7 banche cooperative), frammentazione che è oggetto anche di un prossimo decreto del Governo che porrà condizioni stringenti che porteranno nel prossimo futuro ad ulteriori accorpamenti.

IL NOME - “Abbiamo scelto un nome adatto a future aggregazioni”, spiega il presidente della “Banca di Cesena” Valter Baraghini, dal momento che la banca nella nuova denominazione si apre ad un bacino “romagnolo” perdendo le precedenti caratterizzazioni sui territori di Cesena e di Gatteo. “Restano tuttavia sul materiale visibile al pubblico i simboli malatestiani, come l'arco di Gatteo e l'elefante a Cesena, elementi riconoscibili dalla clientela, in attesa che la 'R' scelta per il nuovo soggetto prenda piede”, sempre Baraghini.

I DATI DELLA NUOVA BANCA - Le due banche cesseranno ufficialmente il 31 dicembre per partire come nuovo soggetto unico dal primo gennaio. L'Iban sarà quello dell'attuale Banca di Cesena, mentre per i clienti dell'ex BCC Gatteo dovrà cambiare. Il nuovo soggetto bancario avrà 25 filiali (due vengono chiuse in quanto ridondanti, a Gambettola e a Cesenatico). I comuni coperti sono Cesena, Bagno di Romagna, Mercato Saraceno e Sarsina nella valle del Savio; Cesenatico e Cervia nell'area della costa; Gatteo, Gambettola, Longiano, San Mauro Pascoli nel Rubicone, oltre che Ravenna. I dipendenti saranno 194, circa una trentina di unità di riduzione: 12 prepensionamenti volontari e gli altri contratti a termine non rinnovati. La base sociale sarà costituita da circa 6.500 soci, la sede legale e direttiva sarà a Cesena, mentre la sede del comitato esecutivo e dell'area 'Affari' sarà a Gatteo. Il nuovo consiglio di amministrazione vede 13 membri (7 in rappresentanza di Cesena, 6 di Gatteo) e la presidenza sarà a rotazione: parte Cesena per i primi sei anni (due mandati triennali), poi altri sei anni dall'ex BCC Gatteo.

Si prevede che il nuovo soggetto bancario nel 2016 possa avere un margine di interesse di circa 20 milioni di euro, commissioni nette per 10 milioni circa, margine di intermediazione per 37 milioni, costi operativi per circa 24 milioni e utile di esercizio per 2 milioni. Le due banche che si fondono contribuiscono a questi numeri per circa il 50% per una, essendo più o meno di pari livello (leggermente più piccoli i volumi di affari di Gatteo).

LE ASSEMBLEE – Il nuovo “Credito cooperativo romagnolo” è stato tenuto a battesimo in due assemblee che si sono tenute domenica nelle attuali banche. Entrambe hanno avallato il progetto di fusione, che era in discussione da circa un anno. Per Cesena erano presenti in assemblea 958 soci votanti (di cui 555 di persona e gli altri con delega), rispetto ai 4.559 soci totali, che hanno approvato il progetto all'unanimità. A Gatteo, invece, sui 2.078 soci sono intervenuti in assemblea 868 soci votanti (di cui 543 di persona e gli altri con delega), che hanno approvato il progetto a larga maggioranza (11 contrari e 9 astenuti). Gatteo porta “in dote” anche l'anzianità del nuovo istituto bancario, dal momento che è a sua volta frutto di un'eredità che risale al 1897.

LE ECONOMIE DI SCALA – Spiegano i presidenti di “Banca di Cesena” Valter Baraghini e di “BCC Gatteo” Gabriele Galassi: “Si razionalizzano alcuni costi, partendo dalla governance dato che ci saranno due consiglieri in meno rispetto ai precedenti cda e un collegio dei revisori in meno. Inoltre vengono tagliate due filiali ridondanti e ridotto, con l'accordo sindacale, il personale, grazie a prepensionamenti che coprono fino a quattro anni di anticipo sulla pensione”. Altri risparmi riguardano i sistemi informatici. Ma non si tratta solo di “tagli”: con una banca di dimensioni maggiori sarà maggiormente possibile dare ai clienti nuovi servizi, tra cui almeno uno sportello di apertura al sabato nei 4 territori (Cesena, Valle Savio, Rubicone e Costa). “Tuttavia – continuano i due presidenti – sui bilanci delle due attuali banche peseranno costi per accantonamenti straordinari per circa due milioni di euro in totale, sia per i costi dell'accordo sindacale, sia per altre spese relative alla fusione”. Questo potrebbe portare alla chiusura di bilanci 2015 in pareggio o forse anche in lieve rosso.

IL FUTURO – Sullo sfondo di quest'operazione vi è il grande processo di riorganizzazione delle banche di credito cooperativo, che è in corso in tutt'Italia: piccole banche, spesso poco competitive sul mercato e deboli nell'affrontare le “tempeste” della crisi economica. Nel territorio cesenate il caso della crisi della BRC (Banca Romagna Centro) è uno spettro che le altre banche “sorelle” vogliono esorcizzare. In particolare nel Cesenate la frammentazione è notevole, con piccoli istituti di credito cooperativo che fanno capo a Sarsina e Sala di Cesenatico. A questi guarda “naturalmente” il nuovo soggetto nato sull'asse Cesena-Gatteo. In provincia come poli altri attrattivi del credito cooperativo ci sono Forlì con la “Banca di Forlì” e “Romagna Est” tra Savignano e il Riminese. “La razionalizzazione dell'intero sistema delle banche cooperative nel territorio di Forlì-Cesena produrrebbe risparmi per 15-20 milioni di euro rispetto ai 60-70 di costi totali”, valuta il direttore di Banca di Cesena Giancarlo Petrini.

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