Emergenza abitativa, dalla Regione 381mila euro

La Regione Emilia-Romagna continua a sostenere con propri fondi l'accesso alle abitazioni in affitto. Per il 2012 sono stati stanziati 3,5 milioni di euro

Il problema della casa non è di oggi, ma la crisi economica lo ha certamente aggravato. Con le banche sempre più restie nel concedere mutui, per tante famiglie l’affitto è divenuto una scelta obbligata. Ma neppure l’affitto è accessibile a tutti e le case popolari, in assenza di una seria politica nazionale, vengono costruite con il contagocce. Per questo la Regione Emilia-Romagna continua a sostenere con propri fondi l’accesso alle abitazioni in affitto. Per il 2012 sono stati stanziati 3,5 milioni di euro, ai quali si sommano altri 862mila euro di fondi statali.

“Per la provincia di Forlì-Cesena – annuncia il Consigliere regionale Damiano Zoffoli – sono disponibili 289mila e 610 euro di fondi regionali, ai quali si aggiungono 54mila e 900 euro per Forlì e 36mila 665 euro per Cesena, due comuni in cui si registrano le maggiori difficoltà nel settore delle locazioni e, pertanto, classificati come realtà a maggiore tensione abitativa”.

La ripartizione dei fondi tra le diverse province e i comuni ad alta tensione abitativa è stata stabilita nei giorni scorsi con una delibera della Giunta regionale, sulla base degli sfratti dell’anno 2010 (525 quelli eseguiti in provincia di Forlì-Cesena) e delle domande per i contributi di affitto (4226 domande in provincia nel 2010). Le risorse attribuite alle Province devono essere destinate a sostenere le famiglie in difficoltà nel pagamento dei canoni di locazione ad uso abitativo, in modo da mantenere il rapporto esistente, oppure per favorire la mobilità verso un altro contratto d’affitto.

Per beneficiarne, gli affittuari devono essere in possesso di un contratto regolarmente registrato, la famiglia non deve possedere più del 50 per cento in immobili nella stessa provincia di residenza, il nucleo deve rientrare nel valore Isee stabilito dalle singole province. Nel caso, inoltre, in cui l’affittuario abbia già cominciato a essere moroso, per ricevere gli aiuti dovrà dimostrare di aver subito una rilevante diminuzione di reddito (per licenziamento, cassa integrazione, chiusura dell’attività o mancato rinnovo del contratto) e di non aver pagato per almeno 6 mesi dal verificarsi di questa condizione. Il contributo massimo sarà pari a 12 mensilità di affitto, con un tetto massimo di 6mila euro aumentabile del 30 per cento a seconda della dimensione del Comune.

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