Effetto Coronavirus, Confcommercio fa una prima stima dei danni economici

“Nel settore produttivo i malati gravi sono il turismo e i trasporti, ma la quarantena collettiva sta affondando il commercio, in particolare quello del tempo libero"

Oltre al bollettino del contagio, l’altro bollettino di guerra riguarda l’impatto economico devastante del virus sul sistema Italia e sul nostro territorio. Lo rimarca Confcommercio cesenate che ribadisce la le line da adottare: contrastare il virus e costruire la ripresa da adesso.

“Nel settore produttivo i malati gravi - afferma il presidente Corrado Augusto Patrignani - sono il turismo e i trasporti, ma la quarantena collettiva sta affondando il commercio, in particolare quello del tempo libero. La nostra Confederazione e il presidente Sangalli, stimando un approfondimento della crisi ad aprile e una normalizzazione a inizio giugno, prevedono che quest’anno si possa rischiare una perdita del consumi del famiglie pari a 18miliardi di euro. Il restare a casa, doverosissimo e ineludibile per chi non lavora, non deve significare la rovina: servono risorse straordinarie, qualunque cosa serve, diceva Mario Draghi”.

“Confcommercio è molto preoccupata per il turismo, risorsa chiave anche del nostro territorio - aggiunge Patrignani - .Tutta la filiera, dagli alberghi alle agenzie di viaggi fino alle guide turistiche, al turismo organizzato, eventi, meeting e naturalmente tutta la ristorazione, è pesantemente penalizzata. Secondo le stime di Confturismo avremo un crollo nelle strutture ricettive tra il 1°marzo e fine maggio di oltre 45 milioni di presenze di turisti italiani e stranieri nel nostro paese e quasi 11 miliardi di euro di spesa. I ristoranti da soli a fine anno perderanno otto miliardi di fatturato. I primi aiuti stanziati dal Governo sono un punto di partenza; ipotizzando che l’emergenza rientri a inizio di giugno stimiamo che la crisi abbia un impatto recessivo attorno a un punto di Pil”.

“Per far fronte a questa situazione - aggiunge Patrignani - Confcommercio ha presentato cinque richieste: estensione della cassa integrazione alle imprese del commercio, estensione del fondo di indennità salariale alle imprese sotto i 15 dipendenti, una indennità per i lavoratori autonomi e la sospensione delle rate dei mutui come il rinvio, fondamentale, delle scadenze fiscali. L’obiettivo primario è di permettere alle aziende di ripartire mantenendo i livelli occupazionali”.

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“Fondamentale, inoltre, è per chi sta lavorando- rimarca Patrignani - poterlo fare in sicurezza. Tutti: dipendenti e autonomi. Quanto alla esigenza di una maggiore di chiarezza sulle norme di comportamento per individui e aziende ,ci sono esigenze di chiarimento e coordinamento: del resto tra l’’8 marzo e l’11 marzo si sono succeduti tre decreti del presidente del consiglio e inoltre i modi di fare impresa sono non sono sempre facilmente classificabili secondo gli schemi dei decreti. Per il resto, andiamo avanti. Ce la faremo. Siamo vicini al nostro personale sanitario e alla politica chiediamo di sostenere la ripresa del dopo-virus partendo da ora, con misure eccezionali”.

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