"Cyber risk" per le imprese, quadruplicati i danni causati dai crimini informatici

Si è parlato di Cyber Risk nel corso del consueto appuntamento mensile organizzato da Rete Pmi Romagna, al ristorante le Scuderie. Relatori Maurizio Camurani e Marco Ramilli, della Yoroi, Start Up cesenate che si è già imposta a livello internazionale, nel settore della cyber security.

Le aziende sono sempre più oggetto delle attenzioni dei criminali informatici, che cercano di rubare dati personali di milioni di persone e aziende, compreso carte di credito, codici fiscali, indirizzi, identità fisiche e giuridiche. Minacce informatiche che anche nel nostro territorio vanno diffondendosi: virus cryptolocker - minacce celate dietro false bolletta Enel, malware - software dannosi usati per rubare informazioni sensibili e accedere ai sistemi informatici, wearable devices - dispositivi che si indossano solitamente al polso e possono essere usati per rubare dati collegandosi agli smartphone, ramsonware - un tipo di malware che preclude l'accesso ai computer che vengono infettati con lo scopo di richiedere un riscatto all'utente proprietario per riportare i file cifrati in chiaro, risulta poi oltremodo dannoso il phishing a danno di imprenditori, manager e amministratori delegata, che sta causando danni significativi alle aziende.

Sono solo alcuni degli esempi, dei tanti che si potrebbero fare e che sono purtroppo destinati ad incrementarsi di giorno in giorno, perché quotidianamente, con il maggior diffondersi delle tecnologie informatiche e del loro grado di sofisticazione, aumenta il rischio di cadere nella rete degli hacker. "Rete Pmi Romagna ha voluto dedicare a questo tema l'appuntamento con apericena mensile - ha sottolineato il Presidente Luca Bettini introducendo i lavori - perché la "cyber security" è un argomento che si posiziona oggi ai livelli più alti tra i rischi affrontati dalle aziende, come dimostrano anche recenti casi eclatanti avvenuti non solo a livello internazionale, ma anche locale, mentre le attuali misure di mitigazione risultano spesso insufficienti o inefficaci, perché la percezione di questo rischio è ancora troppo bassa, sottovalutata dalle imprese e proprio per questo abbiamo inteso farne oggetto di approfondimento". "Non intendiamo fare del terrorismo - ha sottolineato Maurizio Camurani, cesenate, imprenditore attivo da sempre nella Digital Transformation delle Imprese, Co-fondatore di Vem Sistemi nel 1986 e oggi Founding Partner di Mam con sede a Cesena, che si propone come facilitatore della trasformazione digitale - quello che ci interessa è fare cultura, proprio perché ciò che importa è avere consapevolezza delle cose per poter prendere le giuste decisioni e adottare misure appropriate. Oggi sempre più aziende stanno prendendo coscienza della forza e della grande opportunità rappresentata dalla trasformazione digitale. Tuttavia per molte di esse non è semplice affrontarne la complessità. Siamo consapevoli che l'aspetto più importante della trasformazione digitale non sia tecnologico, ma culturale".

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Marco Ramilli, giovane co-fondatore di Yoroi, società del Gruppo Mam, con un curriculum e una professionalità riconosciuti a livello internazionale, ha poi effettuato una attenta analisi dei rischi cui sono esposte le aziende, delle minacce che corrono in rete e in azienda, ma anche degli interventi di mitigazione e difesa che possono essere adottati, soprattutto per prevenire, perché curare può essere molto doloroso, sotto l'aspetto economico, ma anche reputazionale, poiché gli attacchi minano le imprese a 360°. "E' necessario effettuare test e analisi di vulnerabilità, oltre, naturalmente, ad adottare misure di mitigation - ha sottolineato Ramilli. Occorre inserire "sonde" nelle reti aziendali così da mappare tutti gli strumenti, il traffico e le possibili debolezze negli accessi". In sostanza, serve una visione aggregata, che non si limita alle segnalazioni del singolo incidente, ma che correla tutti gli eventi sumolla rete". "Nelle persone c'è timore ma non consapevolezza, manca la vera percezione dei rischi e delle vulnerabilità". Basti pensare a quanti prodotti consumer non sono sviluppati con criteri di sicurezza e che non vengono percepiti come elementi della rete quando entrano in azienda. "Non basta avere sicurezza perimetrale in un mondo non più perimetrato", ha concluso Ramilli.

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