Crisi di governo, Confcommercio: "Imprese sono al palo, subito al voto"

“Le piccole imprese del nostro territorio e del Paese hanno bisogno di risposte, di azioni per lo sviluppo, della politica del sì e del fare"

"C'è forte preoccupazione anche delle imprese locali per l’impasse governativo che pare preludere alla caduta dell’esecutivo". Lo afferma Confcommercio cesenate (2.100 imprese associate nel Cesenate), attraverso alcuni dirigenti della Giunta esecutiva e del direttivo dell’associazione.

“Le piccole imprese del nostro territorio e del Paese - dicono i membri di giunta Angelo Malossi, Alverio Andreoli e il dirigente di Bagno di Romagna Giuseppe Corzani - hanno bisogno di risposte, di azioni per lo sviluppo, della politica del sì e del fare, di opere e di infrastrutture per favorire i collegamenti, come era sta avviata e come era sostenuta da una parte, quella propositiva e illuminata della colazione governativa, che invece è stata bloccata dagli alleati. Se il Governo verrà sfiduciato, non bisogna perdere tempo e andare al voto dando la parola al popolo sovrano. Bisogna varare la manovra, scongiurare l’aumento dell’Iva e soprattutto concretizzare le politiche fiscali, burocratiche e quelle incentivanti che sostengano il lavoro e chi lo crea. Serve un Governo che faccia opere per favorire lo sviluppo, non che le blocchi”.

“Nel nostro territorio - rimarcano Andreoli, Malossi e Crociani - siamo nel mezzo di un’estate che sta per quel che riguarda il turismo non sta rispondendo alle aspettative e le difficoltà non sono poche in un contesto più ampio di crescente difficoltà per chi fa impresa. Si era avviato un processo governativo di sostegno mirato al mondo imprenditoriale con alcune azioni governative mirate, e e non ci riferiamo certo al reddito di cittadinanza che Confcommercio ha sempre valutato come una misura assistenzialista e non affatto di creazione del lavoro, ma alla flat tax e ad altri provvedimenti più tagliati per rendere le imprese più competitive. A tutti i livelli, dal Governo, alla Regione e agli enti locali Confcommercio chiede interventi per alimentare la crescita, mettendo chi intraprende nelle condizioni di alimentare lo sviluppo. Provvedimenti che favoriscano il lavoro, ma anche la marginalità, perché il problema non è solo lavorare, ma anche guadagnare.  Non c’è tempo da perdere, se cade il Governo subito al voto senza governi tecnici o soluzioni tattiche. Serve subito un esecutivo che dedica e che faccia”.

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