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Cartolibrerie, andamento lento: vendite in ribasso

Cartolibrerie, andamento molto lento. E' stata condotta un'indagine dal Centro studi Iscom Group di Confcommercio Emilia Romagna in collaborazione con le Ascom del territorio

Redazione10 dicembre 2012

Cartolibrerie, andamento molto lento. E' stata condotta un’indagine dal Centro studi Iscom Group di Confcommercio Emilia Romagna in collaborazione con le Ascom del territorio, fra cui quella cesenate (nel comprensorio sono un settantina le imprese del settore), sull’andamento delle vendite nei tre mesi dopo l'avvio dell’anno scolastico, che ha interessato in maniera particolare le cartolibrerie/giocattoli e i negozi di abbigliamento/calzature.

Federcartolai è l’associazione che rappresenta la categoria dei cartolai e cartolibrai aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia, la più grande e antica associazione del settore in Italia. Nel direttivo nazionale, presieduto da Ugo Margini, figura anche Piero Bettini, notissimo cartolibraio cesenate, che è presidente cesenate. "La rilevazione indica vendite ancora in calo, anche nei comparti specifici", dice la responsabile di Federcartolai cesenate Meris Casalboni.

"Il 52% degli intervistati  indica una sensibile diminuzione delle vendite  rispetto allo stesso periodo del 2011, a fronte di un 36% che parla di stabilità e di un 7% che indica al contrario un aumento. Il giudizio complessivo sull’andamento delle vendite è comunque negativo per il 43% degli intervistati. Il calo è attribuito in gran parte alla diffusa crisi economica (45%), e a seguire alla concorrenza della grande distribuzione e delle grandi strutture di vendita (24%). Un fenomeno particolarmente marcato per e cartolibrerie/giocattoli, in cui questo fenomeno pesa addirittura per il 41%", chiosa Bettini.

“Siamo di fronte ad un consumatore che non rinuncia alla qualità, ma è sempre più attento al prezzo – aggiunge il presidente Federcartolai cesenate Bettini – abituato a considerare il dettaglio e a soppesare la differenza tra il singolo prodotto offerto. Per questo è sempre più importante fare leva sui punti di forza dei nostri esercizi commerciali tradizionali: il rapporto qualità-prezzo, la garanzia rispetto all’acquisto, la cura nel servizio e in tutti gli aspetti del post-vendita, che possono fare la differenza rispetto ad altre tipologie di vendita".

"Per quanto riguarda in particolare le cartolibrerie, l’indagine conferma anche per questo inizio di anno scolastico il contenimento delle spese legate al corredo scuola già evidenziato lo scorso anno. Sono stati venduti soprattutto zaini (14%), quaderni (10%), cancelleria, diari, astucci e libri di testo, con un maggiore aumento per i prodotti di marca medi ed economici non di marca, che hanno conosciuto un incremento delle vendite del +41% rispetto all’anno scorso. Si afferma il profilo di consumatori sempre più disposti a rinunciare all’oggetto griffato, a vantaggio del rapporto qualità-prezzo", prosegue il presidente Federcartolai cesenate.

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“In uno scenario di notevole difficoltà economica – aggiunge Piero Bettini - le cartolibrerie rappresentano un punto di riferimento irrinunciabile per le famiglie, continuando ad offrire prodotti di qualità ad un prezzo contenuto, e svolgendo, soprattutto nei comuni minori e più disagiati, un servizio di considerevole valore sociale con la fornitura dei libri scolastici per la scuola dell’obbligo. Le cartolibrerie tradizionali – aggiunge – hanno continuato a proporrescontistiche ed offerte interessanti e diversificate per rispondere ai bisogni delle famiglie. Come tutti i negozi al dettaglio scontiamo la scarsa fruibilità e accessbilità al centro storico e anche in altre parti della città”. Per quanto riguarda la spesa media pro-capite, gli operatori intervistati evidenziano un dato analogo a quello dello scorso anno, che si attesta a 59 euro per le cartolibrerie/giocattoli.

   

Piero Bettini
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