Coronavirus, i sindacati chiedono una "cabina di regia": "Settori non essenziali pronti a scioperare"

Così Silla Bucci, Francesco Marinelli e Marcello Borghetti, segretari generali delle tre sigle sindacali

Il decreto annunciato nella tarda serata di sabato e firmato domenica dal premier Giuseppe Conte "non tiene conto, se non in modo molto parziale, delle richieste avanzate da Cgil, Cisl e Uil". Così Silla Bucci, Francesco Marinelli e Marcello Borghetti, segretari generali delle tre sigle sindacali. Conte in conferenza stampa aveva annunciato misure restrittive fino alla sospensione di tutte le attività non essenziali. "Oggi ci troviamo davanti al fatto che tutto sembra essere essenziale e questo non è accettabile anche per il nostro territorio", attaccano Bucci, Marinelli e Borghetti.

"Una “manina” nella notte ha esteso e ampliato in modo consistente attività industriali e commerciali aggiuntive rispetto allo schema iniziale presentato dal Governo - viene aggiunto -. Il lungo elenco dei codici Ateco non rappresentano solo le attività produttive con le caratteristiche
di indispensabile o essenziale. Per Cgil, Cisl e Uil del territorio i settori aggiuntivi, inseriti nello schema del Decreto, non rispondono alle caratteristiche di attività essenziali e, in ogni caso, in tutti quei luoghi di lavoro ove non ricorrano le condizioni di scurezza definite nel Protocollo condiviso del 14 marzo 2020, diciamo di mettere in campo tutte le iniziative di lotta e di mobilitazione fino alla proclamazione
dello sciopero. Lavorare in sicurezza, tutelare la salute nei luoghi di lavoro per contenere il contagio, sempre crescente, sconfiggere il Virus è una condizione necessaria e non mediabile a tutela di tutti i cittadini".

"E’ evidente a tutta la cittadinanza che è il momento di fermare tutto ciò che non è strettamente necessario, pertanto chiediamo alla Prefettura di Forlì di procedere urgentemente alla convocazione di una Cabina di Regia con organizzazioni sindacali e datoriali richiesta dalle scriventi la scorsa settimana dopo la sottoscrizione del Protocollo nazionale su Salute e sicurezza. Altro capitolo importante è che chi lavora nei servizi essenziali deve poterlo fare in sicurezza. Siamo già intervenuti in moltissime realtà, dalla metalmeccanica, alla chimica e gomma plastica, a tutto il settore del terziario ( commercio, banche, poste) fino alle strutture sanitarie e socio sanitarie. Ma non possiamo essere lasciati soli. Il Primo Ministro ha garantito che lo Stato c’è, e allora dalla Prefettura, che è l'organo del governo sul territorio, di essere convocati per monitorare insieme le criticità che emergeranno nelle prossime ore e nei prossimi giorni".

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"Cgil Cisl e Uil, in questa fase difficile del Paese, hanno rappresentato sempre la necessità di mettere al primo posto, rispetto a qualunque altra valutazione, la salute e la sicurezza dei lavoratori, delle lavoratrici e dei cittadini tutti. Per tali ragioni sosteniamo le categorie e le Rsu dei settori le cui produzioni o servizi non hanno caratteristica di attività essenziali e, in ogni caso, in tutti quei luoghi di lavoro ove non ricorrano le condizioni di sicurezza definite nel Protocollo condiviso del 14 marzo 2020, a mettere in campo tutte le iniziative di lotta e di mobilitazione fino alla proclamazione dello sciopero".

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