I bovini di razza Romagnola al centro dell’economia montana: "Il rischio estinzione non è scongiurato"

In questa occasione porremo l’accento sugli aspetti sanitari e riproduttivi della razza Romagnola, fondamentali per scongiurare il pericolo di estinzione", viene spiegato

"I bovini di razza Romagnola al centro dell’economia montana”. È questo il titolo del convegno che Araer (Associazione regionale allevatori dell’Emilia Romagna) ha organizzato in collaborazione con Anabic (Associazione nazionale allevatori bovini italiani da carne) e che si terrà mercoledì prossimo a San Piero in Bagno nella sala di Palazzo Pesarini in via Verdi 4 a partire dalle 10.30. Ancora una volta le due associazioni vogliono mettere al centro del dibattito una delle eccellenze agroalimentari del territorio che meriterebbe una maggiore valorizzazione sia da un punto di vista commerciale che di immagine.

"Iniziative come il convegno del 4 dicembre prossimo vanno proprio in questa direzione - dichiara il presidente di Araer, Maurizio Garlappi - esattamente come i precedenti due incontri che abbiamo organizzato nel corso dell’anno che si sta per concludere. In questa occasione porremo l’accento sugli aspetti sanitari e riproduttivi della razza Romagnola, fondamentali per scongiurare il pericolo di estinzione e migliorare ulteriormente le qualità organolettiche di una carne che non ha nulla da invidiare a razze più valorizzate e blasonate. La selezione genetica è oggi una condizione imprescindibile per garantire qualità produttiva e mantenimento della razza. Araer ne è pienamente convinta e lavora con sempre maggiore impegno a questo aspetto affinchè i primi beneficiari di un’innovazione tecnico-scientifica  così importante siano proprio gli associati, sempre fautori di una produzione di eccellenza a cui purtroppo non fa riscontro il meritato riconoscimento commerciale".

Dopo alcuni anni in cui le consistenze sia di capi bestiame che di allevamenti hanno conosciuto un preoccupante calo, la situazione attuale è sostanzialmente stabile e, come riferisce il presidente di Anabic, Luca Panichi, "attualmente contiamo circa 9000 riproduttori concentrati soprattutto in allevamenti situati nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Si tratta di un dato numerico che non ci salvaguarda dal rischio estinzione della razza, un pericolo che si potrebbe ritenere scongiurato se potessimo contare almeno 15mila capi. Allo stato si tratta di un obiettivo ambizioso da raggiungere, rispetto al quale però il nostro lavoro è incessante".

"Purtroppo dobbiamo combattere con alcuni problemi importanti come la presenza dei lupi che nottetempo irrompono nelle stalle ma anche con questioni sanitarie, soprattutto nella fase dell’ingrasso, che devono essere risolte per garantire il miglior processo produttivo - prosegue -. Riguardo la presenza di animali selvatici confidiamo che la Regione Emilia Romagna adotti a breve seri provvedimenti per contrastare un fenomeno sempre più preoccupante, rispetto al secondo sappiamo di poter contare sull’assistenza tecnica messa a disposizione da Araer attraverso i suoi tecnici controllori. A questo dobbiamo aggiungere un’attività più meramente commerciale in grado di valorizzare di più e meglio la carne bovina di razza Romagnola. Al proposito sono allo studio alcuni progetti che attraverso il traino della promozione turistica speriamo possano assicurare il giusto valore a una produzione legata al territorio, di cui è presidio e immagine: un binomio che non deve essere disperso". 

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