Confindustria: "Più forti davanti alle sfide del Covid, se sapremo creare la 'Città Romagna'"

Ne è convinto Paolo Maggioli, presidente di Confindustria Romagna, che riunisce gli industriali di Ravenna, Rimini, Forlì e Cesena

La via per una veloce ripartenza dopo il dramma sanitario ed economico del Covid è quella di un sistema Romagna compatto. Ne è convinto Paolo Maggioli, presidente di Confindustria Romagna, che riunisce gli industriali di Ravenna, Rimini, Forlì e Cesena. Per Maggioli “la Romagna come territorio unico è più forte di fronte alle sfide del Covid, mentre i quattro territori separati non avrebbero avuto la forza sufficiente per affrontare l'emergenza”. Invece “uniti, ognuno nella sua specificità,  la Romagna ha grandi prospettive”. Da qui l'invito: “Se sapremo creare la 'Città Romagna' sapremo superare brillantemente questo momento meglio di come farebbero singolarmente i quattro territori. Non è il momento di guardare ai propri piedi”.

Per Maggioli bisogna quindi spingere per la costituzione della “Città metropolitana Romagna”: “La struttura 'Città Romagna' può dare una spinta ad una ripresa che non sarà facile, si parla di una totale ripresa del Pil nel 2023, quindi la strada sarà lunga, e non sappiamo quanto della nostra parte produttiva arriverà al 2023 senza questa accelerazione. La velocità e i tempi di reazione diventano fondamentali, la velocità nell'arrivo dei fondi sul territorio sarà determinante, in certi settori gli interventi dello Stato sono fondamentali per tirare fuori la testa”.

Il nodo principale, per Maggioli, restano le infrastrutture e cita Corridoio Adriatico, E45-E55, porto di Ravenna, Alta velocità ferroviaria e aeroporti. A Rimini valuta positivamente l'ipotesi di accompamento di Bologna e Rimini: “Lo riteniamo molto positivo, magari anche con Parma, per creare un polo fieristico di prim'ordine che compete con Milano e con l'Europa”. Per Ravenna, invece, la priorità è sull'offshore. Paolo Maggioli entra nel merito del maxi-progetto citato dal premier Conte nella conferenza stampa della fine degli Stati Generali a Roma, relativo al più grande deposito di anidride carbonica in Europa pensata per i giacimenti esauriti di metano di Ravenna: “Vanno benissimo le grandi iniziative, come quella annunciato dal presidente Conte, ma vanno verificati i tempi e costi/ricavi”. E aggiunge: “Ma il tema più attuale e di soluzione facilissima per Ravenna resta quello della moratoria sul rilascio delle nuove concessioni per le trivellazioni che sta bloccando il settore. Ravenna sta vivendo da due anni ormai un blocco delle estrazioni con gravi conseguenze su un territorio che ha competenze uniche a livello nazionale. Quindi ben vengano i progetti di ampio respiro, ma ci sia priorità a quello che è fattibile già domani”. In campo energetico Maggioli promuove anche il progetto di parco eolico a Riccione: “Tutto ciò che è investimento sulle energie rinnovabili e sul futuro energetico di questo Paese è importante.  Si dovranno fare verifiche sui costi e benefici, ma noto che il tema della transizione delle energie è molto sentito in questo territorio”.

Tra le infrastrutture immateriali, infine cita, l'università Paolo Maggioli: “Ci aspettiamo un calo fisiologico delle iscrizioni nei prossimi tempi. I campus romagnoli otterranno risultati se entreranno anche loro nella 'Fase 2 dell'università', uscendo cioè da una fase pionieristica che è ormai passata come mostra l'arrivo di Medicina a Forlì e Ravenna, che è un evento importantissimo per il territorio e che darà una spinta enorme”. Anche sull'università, conclude, “se saremo bravi a presentarci come Romagna, altre parti importanti dell'ateneo possono essere stabilizzate nei campus romagnoli”.

Sul tema cultura Maggiori ha ricordato come "Le nostre biblioteche sono un grande valore: la Malatestiana a Cesena per l’Unesco Mémorie du Monde, la Gambalunga di Rimini che nel 2019 ha raggiunto i 400 anni e la classense di Ravenna".

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Ed infine su un tema molto dibattuto, quello dello stop di agosto delle produzioni: “Non si può immaginare quest'anno le aziende chiuse ad agosto, ne siamo tutti coscienti. Sarà un mese lavorativo per chi ne ha la possibilità, dipende ovviamente se si ha del lavoro da fare e dipenderà molto dai mercati esteri, per esempio in Germania”.  

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