Confcooperative si proietta verso l’Europa e vola a Bruxelles

Si è trattato di un viaggio con una finalità ben precisa, ovvero quella di avviare la possibilità di reti e relazioni anche dai territori provinciali verso l’Europa e i Paesi comunitari, utilizzando, comunque, i canali regionali e nazionali che la stessa organizzazione mette a disposizione

Dal 23 al 25 settembre una delegazione di Confcooperative Forlì Cesena è volata a Bruxelles, precisamente presso l’Ufficio dell’organizzazione (il cui responsabile è Leonardo Pofferi) all’interno dell’Unione Europea. Si è trattato di un viaggio con una finalità ben precisa, ovvero quella di avviare la possibilità di reti e relazioni anche dai territori provinciali verso l’Europa e i Paesi comunitari, utilizzando, comunque, i canali regionali e nazionali che la stessa organizzazione mette a disposizione.


“Il processo di innovazione da noi intrapreso da qualche anno e concretizzatosi con il progetto Cuore di Romagna - spiega Mirco Coriaci, direttore di Confcooperative Forlì-Cesena - non può non comprendere anche una dimensione europea: credo sia necessario, non solo aprire canali per dirottare sul nostro territorio finanziamenti comunitari (pur vitali per l’economia di casa nostra), quanto piuttosto allacciare rapporti per lo scambio di buone prassi operative nell’ambito della cooperazione. Fra l’altro le risorse per questo tipo di esperienze ci sono, ne è un esempio virtuoso l’attività di diverse nostre  cooperative, fra cui certamente la Kara Bobowski di Modigliana, che dal 1997 promuove iniziative e progetti nell’ambito dei principali Programmi Europei rivolti prevalentemente all’universo giovanile. La cultura dello scambio delle esperienze, a mio modo di vedere, è da intendere in una duplice direzione: confrontarsi con realtà di altri Paesi può arricchire e migliorare il nostro modo di operare e, nello stesso tempo, valorizzare alcune eccellenze, ben presenti a casa nostra, in altri contesti territoriali”.


La delegazione di Confcooperative Forlì-Cesena era composta dal presidente Mauro Neri, da alcuni membri del Consiglio di Presidenza (Mauro Marconi, Mauro Fabbretti, Giulia Fellini e Andrea Bassi), dallo stesso Mirco Coriaci, dai revisori dei conti Nicola Baccarini e Antonio Prati e da alcuni funzionari (Simone Ferro, Riccardo Nascè, Luca Bartoletti, Barbara Zanetti e Francesco Strocchi).
“Con Leonardo Pofferi - continua Coriaci - abbiamo approfondito alcuni temi specifici in chiave europea, ovvero il sociale (con particolare riferimento alle politiche di genere), l’ambito agricolo e le problematiche ambientali, cercando di rispondere efficacemente alle richieste in tal senso che ci vengono dalle cooperative associate, desiderose (specie quelli di solidarietà sociale) di condividere pensieri ed esperienze, ancor prima che servizi e prodotti. In generale credo che questo primo passo che abbiamo compiuto vada nella direzione di percepire ed essere coscienti che l’Europa non è un’essenza astratta, ma estremamente vicina alla nostra quotidianità. Ritengo anche, che l’avvio di politiche di scambio e valorizzazione di buone prassi operative possa essere anche la molla che disincentivi la fuga di giovani cervelli e ne faciliti la permanenza nei nostri territori di origine, al fine di avviare progetti imprenditoriali e sociali che abbiano nel proprio DNA i semi dell’innovazione”.
“Sono certo infine - conclude Coriaci - che il concetto di radicamento nei territori, da sempre una priorità assoluta per Confcooperative, possa, in una visione europeista di relazioni e reti, rafforzarsi, con l’innesto di idee e spunti operativi per una progettualità efficace e innovativa al servizio delle nostre comunità locali”.

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