Confartigianato cesenate: "Avanti con la tutela del made in Europa"

Apprezzamento da Confartigianato anche per l'impegno manifestato dal Governo nel sollecitare al Consiglio Ue di sbloccare una volte per tutte i negoziati e a procedere, senza ritardi, ad una piena approvazione del marchio di origine.

"Avanti così sulla difesa del patrimonio manifatturiero italiano". Lo rimarca il Gruppo di Presidenza di Confartigianato cesenate (Lorena Fantozzi, Marcello Grassi e Stefano Ruffilli) che apprezza l’impegno degli europarlamentari italiani i quali a Bruxelles nell’ambito dell’approvazione della relazione sulla strategia del Mercato Unico europeo, hanno ribadito la richiesta di introdurre l’indicazione obbligatoria dell’origine dei prodotti, il cosiddetto ‘ Made in‘. Apprezzamento da Confartigianato anche per l’impegno manifestato dal Governo nel sollecitare al Consiglio Ue di sbloccare una volte per tutte i negoziati e a procedere, senza ritardi, ad una piena approvazione del marchio di origine.

"L’Italia - sottolinea il Gruppo di Presidenza Confartigianato cesenate - non deve rinunciare a difendere l’origine dei propri prodotti e a valorizzare il patrimonio manifatturiero rappresentato da 596.230 imprese con 16.274.335 addetti, di cui il 58% in micro e piccole imprese fino a 20 addetti. Le imprese artigiane manifatturiere sono 326.226 e danno lavoro a 974.987 addetti. Con questi numeri, se non è l’Italia a tutelare l’identità delle produzioni, quale altro Paese europeo è più interessato?”.

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“Confartigianato - sostiene il Gruppo di Presidenza– continuerà battersi affinché l’Europa riconosca e approvi l’obbligo di indicare il marchio ‘made in’ sui prodotti al fine di garantirne la piena tracciabilità, come già avviene nei principali Paesi aderenti al WtoO (ad esempio Stati Uniti, Giappone, Canada e Corea). Ne va della difesa del patrimonio manifatturiero dell’artigianato e dell’impresa diffusa, del diritto dei consumatori a una corretta informazione sull’origine dei beni acquistati, della lotta al grave fenomeno della contraffazione che in Italia è pari allo 0,45% del Pil, e colpisce proprio i settori di punta del made in Italia, tessile, abbigliamento, calzature, occhialeria, cosmetici, giocattoli".

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