Autotrasportatori sul piede di guerra, Confartigianato: "Trattateci come i colleghi europei"

L’Italia aderì alla normativa Apt nel 1984 e per sanare il parco veicolare in circolazione, vennero emanate disposizioni a valenza solamente nazionale per il rinnovo delle attestazioni di carrozzeria Atp

I presidente Confartigianato Trasporti Valerio Cangini

Confartigianato Trasporti Cesena ha chiesto a Confartigianato nazionale di premere sul Ministero dei Trasporti affinché venga applicato a vantaggio degli autotrasportatori di merci deperibili anche a livello nazionale quanto previsto dalla normativa internazionale Atp ripristinando una situazione di equità dei nostri operatori nei confronti dei competitori esteri e semplificando gli adempimenti delle imprese italiane. L’Italia aderì alla normativa Apt nel 1984 e per sanare il parco veicolare in circolazione, vennero emanate disposizioni a valenza solamente nazionale per il rinnovo delle attestazioni di carrozzeria Atp, ma gli anni seguenti il corpo normativo nazionale si sviluppò allontanandosi dall’Atp internazionale.

“La norma internazionale prevede varie categorie di furgonature - spiegano il presidente di Confartigianato Trasporti Valerio Cangini e il responsabile Eugenio Battistini  - in particolare le due famiglie isotermici normali e isotermici rinforzati .Queste categorie, con l’applicazione di un gruppo frigorifero ,possono diventare furgoni frigoriferi con classificazione tra le altre Fna  o Frc. Quest'ultima  consente il trasporto di tutte le derrate deperibili, anche quelle congelate  o surgelate permette solo il trasporto di merci fresche a 0°”.

 “La questione di fondo – rimarca Cangini – è che la norma internazionale Atp non prevede limitazioni di anzianità dei furgoni per procedere al rinnovo dell’attestazione alla scadenza, mentre la norma, solo italiana, prevede che gli Fna possono essere rinnovati dagli esperti solo due volte, ossia sino al  12° anno di anzianità della furgonatura, e gli Frc e Rrc e cisterne isotermiche, solo una volta, ossia sino al 9° anno di anzianità.  Queste limitazioni penalizzano gli autotrasportatori italiani rispetto ai colleghi degli altri paesi comunitari aderenti all’accordo Atp, i quali possono effettuare trasporti in Italia con veicoli con furgonature Frc oltremodo datate mentre le nostre imprese debbono dotarsi di nuove furgonature per mantenere il requisito Frc, diversamente vengono declassate in Fna”.

“Oltre al danno la beffa - prosegue Battistini -: spesso i mezzi esteri, sono in realtà veicoli italiani ceduti a basso prezzo all’estero, visto che in Italia non hanno mercato e poi riconfermati Frc una volta reimmatricolati nel paese estero. Attualmente in Italia i rinnovi Atp, dopo 9 anni, per gli Frc e dopo 12 anni per gli Fna devono essere effettuati dalle stazioni di prova con tempi medi di attesa che vanno dai due ai sei mesi a seconda della dislocazione. I costi a carico degli utenti sono troppo  onerosi, non solo per il costo vivo della prova ma per i tempi dei trasferimenti, del fermo veicolo nonché quelli connessi agli adempimenti burocratici”.

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