Confartigianato, le imprese rosa hanno eletto la nuova presidente: è Lorena Fantozzi

Lorena Fantozzi è la nuova presidente del Gruppo  Donne di Confartigianato cesenate per il mandato 2019-2022

Lorena Fantozzi è la nuova presidente del Gruppo  Donne di Confartigianato cesenate per il mandato 2019-2022. Stilista, ha creato il marchio Lo&Lo, impresa di moda con stabilimento nella zona artigianale di Villalta di Cesenatico che esporta le sue creazioni in Francia, Russia, Cina, Giappone, Emirati Aralb, oltre a lavorare in conto terzi per grandi marche italiane

La affiancano come consigliere del Gruppo Donne Impresa Daniela Pedduzza, presidente uscente, Roberta Zilli,  Silvia Caporali,  Antonietta Casadei,  Marisa Zattini,  Roberta Fabbri,  Nicole Casadei,  Cristina Zani, Antonella Camagni, Alessandra Caroli, Stefania Bandini Lucia Giorgini, Barbara Burioli, Rita Cicognani, Fulvia Fabbri, Alida Fabbri, Elena Bianchini, Caterina Mazzoni e Valeria Re. Coordinatrice Cristiana Suzzi.

“Chiediamo interventi per le nuove imprese, accompagnarle sul mercato e sostenere quelle esistenti – rimarca la neopresidente Lorena Fantozzi  – e politiche per ottenere un ambiente più favorevole allo sviluppo anche con azioni innovative, come ad esempio la creazione di un mai realizzato piano regolatore urbano degli orari dei servizi che consenta alle donne imprenditrici, madri e compagne di poter coniugare più armonicamente i loro plurimi ambiti di azione. Sono questi solo solo alcuni dei terreni operativi su cui proseguirà l’opera attività dell’affiatato Gruppo Donne impresa Confartigianato”.

Il Gruppo conta circa 650 imprese rosa iscritte. “Un Gruppo coeso e operativo da molti anni – sottolinea Lorena Fantozzi – ancora di più cresciuto e cementato durante i due mandati di Daniela Pedduzza presidente, che si prefigge attraverso eventi formativi interni al Gruppo e aperti al confronto con tutti gli interlocutori di sensibilizzare sulla necessità di favorire l’imprenditoria rosa e sostenere la donna che intraprende e lavora, rimuovendo gli ostacoli che rendono impervia la sua attività. Per noi si tratta di una giusta causa non solo professionale, ma anche etica per cui impegnarci, prendendo le parole dal film “Una giusta causa” in questi giorni in programmazione che racconta la la storia vera di Ruth Bader Ginsburg una delle nove donne che nel 1956 viene accettata al corso di legge dell’Università di Harvard, ma che, nonostante il suo talento, viene rifiutata da tutti gli studi legali proprio perché donna. Sostenuta da un avvocato progressista, la Ginsburg aprì un processo sul caso di discriminazione di genere, ottenendo vittoria in tribunale e creando un precedente rivoluzionario nella storia legale statunitense”.

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