Gli artigiani cesenati si schierano contro la 'tassa' sui licenziamenti

E' quanto afferma Giampiero Placuzzi, vicesegretario Confartigianato Federimpresa Cesena

"Il diritto al lavoro applicato alle imprese è studiato e tarato sulle grandi aziende, anche se il 98% di quelle italiane sono piccole e micro. Ne è prova anche quella può essere definita una tassa sul licenziamento che ha afflitto e sta affliggendo anche le imprese artigiane cesenati che sono costrette , obtorto collo, a licenziare i dipendenti, un provvedimento che fino all'ultimo, se possono, i titolari d'impresa cercano di evitare per il rapporto di vicinanza e familiarità che instaurano di norma con i loro collaboratori". E' quanto afferma Giampiero Placuzzi, vicesegretario Confartigianato Federimpresa Cesena

Placuzzi chiarisce che "questa sorta di tassa occulta" consiste "in un contributo di licenziamento NASpI (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego) dovuto dal datore di lavoro all'Inps nei casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, una sorta di buonuscita che entra nel calderone dell'Inps e che varia da 800 a 1500 euro. Si tratta di una eredità della legge Fornero e, almeno inizialmente, doveva essere riservato a casistiche specifiche di licenziamento, mentre invece poi è stato generalizzato, perfino a situazioni con giusta causa. Ben si comprende che che se una piccola impresa è in difficoltà, non dispone di liquidità  e deve lasciare a casa un collaboratore, quella somma da pagare diventa un problema, che si aggiunge agli altri".

"Ma c'è di più - aggiunge -. Come segnalato da una nostra impresa cesenate associata in una recente lettera ai giornali locali, se il dipendente trova lavoro, subito dopo essere stato licenziato, il contributo deve essere pagato lo stesso a prescindere. Ed è anche per questo che la percezione dei nostri imprenditori è di essere vittima di una gabella, l'ennesima di una serie industriale, che per di più viene a cadere in un momento critico della attività. Insomma: della serie piove sul bagnato". Confartigianato, conclude Placuzzi, "chiede quindi che il contributo sia rivisto e ripensato tenendo conto della peculiarità delle imprese destinatarie, così come è fondamentale - e questa è una battaglia storica che Confartigianato combatte da anni - intervenire sui dettati normativi per tararli in modo che vengano distinti e diversificati gli adempimenti per grandi e piccole imprese, due realtà non comparabili".
 

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