Confartigianato Cesena: "Appalti pubblici, nuovo codice. Attuazione complessa"

l nuovo Codice dei contratti pubblici è una rivoluzione positiva che però tarda a manifestare i suoi effetti.

l nuovo Codice dei contratti pubblici è una rivoluzione positiva che però tarda a manifestare i suoi effetti. Si può sintetizzare così la situazione a dieci mesi dal via alla riforma voluta del Governo Renzi per rendere più semplici, trasparenti e orientate allo sviluppo le norme che regolano la partecipazione delle imprese agli appalti pubblici. Lo rimarca il Gruppo di presidenza di Confartigianato cesenate, di cui fanno parte Marcello Grassi, Stefano Ruffilli e Lorena Fantozzi. Nnumerose imprese associate sono molto interessate agli sviluppi della attuazione del nuovo provvedimento.  Confartigianato, che a livello territoriale reclama anche da anni maggior attenzione alle imprese locali nei bandi degli enti pubblici, ha partecipato a tutte le fasi di costruzione della nuova legge e continua a fare pressing affinché venga attuato il principio che si ispira allo Small Business Act, ‘pensare innanzitutto al piccolo’.

"Ci sono novità positive per favorire l’accesso delle micro e piccole imprese agli appalti - rimarca il Gruppo di Presidenza di Confartigianato cesenate - come la previsione del pagamento diretto dei subappaltatori, la stabilizzazione dell’anticipazione del 20% dell’importo dei lavori, la suddivisione in lotti di lavorazione o prestazionali per garantire alle micro e piccole imprese l’effettiva possibilità di partecipare agli appalti, l’obbligatorietà del progetto esecutivo, la revisione dell’istituto dell’avvalimento che nella pratica aveva assunto connotazioni distorsive del mercato, la chiara volontà di semplificazione e riduzione degli oneri a carico delle imprese".
Ma esistono  anche non indifferenti problemi di attuazione del nuovo Codice, su cui intervenire con solerzia.

 “La modalità di mettere regole un po’ affidate al caso, come quella di non predeterminare l’offerta anomala sotto il milione di euro sta causando - aggiunge il Gruppo di Presidenza - non poca confusione tra le nostre imprese. Soprattutto in un momento di penuria di investimenti pubblici, c’è il rischio che tutto venga ricondotto alle modalità del gioco del lotto. Ciò danneggia proprio le imprese più virtuose e meritevoli che si trovano ad affidare soltanto al caso la partecipazione alle gare d’appalto. Tra le criticità anche la nuova metodologia della manifestazione d’interesse. In pratica, tutte le stazioni appaltanti e tutti i committenti hanno dato la possibilità a qualsiasi impresa di manifestare la propria intenzione a partecipare alle gare d’appalto e ciò induce le imprese a spostarsi da una regione all’altra, creando un sovraffollamento delle gare”.

La risposta ai problemi denunciati da Confartigianato può arrivare dalla cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, che ha annunciato prossime mosse per correggere la rotta di attuazione del nuovo Codice dei contratti pubblici attraverso un  decreto correttivo della riforma.

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