Addio Benetton ma soffrono tanti negozi: "Senza idee il centro muore". C'è chi vota la pedonalizzazione

Il centro soffre la mancanza di passaggio, e continua l'emorragia di negozi: "Bisogna rivalorizzare il centro storico, renderlo più attraente"

Che il centro storico soffra di una concreta mancanza di passaggio è sotto gli occhi di tutti da un bel po' di tempo. Ci sono dei pomeriggi, durante la settimana che, in un'ora, dai portici del corso principale passano a fatica una decina di persone. E di queste  non è detto che tutte si fermino nei vari negozi a comprare. Anzi. A fatica c'è movimento il sabato. Se poi si va in piazza della Libertà anche il sabato è una gran tristezza.

Per questo motivo i commercianti fanno fatica ad andare avanti: a molti non resta che tirare i remi in barca e chiudere. Scelta effettuata, come avevamo annunciato circa due mesi fa, da vari negozi. Solo per restare nell'area di corso Mazzini, hanno chiuso  Benetton intimo, Obag (negozio di borse), Primadonna (scarpe e abbigliamento) e "The 34". Tra poco in via Zeffirino Re chiuderà anche Imperabit e domenica dovrebbe essere anche l'ultimo giorno per il negozio "Benetton abbigliamento", all'angolo tra via Roverella e corso Sozzi.

Benetton aveva cambiato gestione e riaperto nel 2015 ma, in realtà, non era più decollato. L'intenzione della multinazionale, però, sembra comunque di riaprire, cambiando nuovamente gestione e riassorbendo i dipendenti. Chissà magari troverà posto tra i negozi del nuovo centro commerciale accanto al Montefiore.

Ma non è finita. Sempre in corso Sozzi anche il negozio "Quarantuno", sempre di abbigliamento, sta pensando a nuove strategie per  andare avanti. "Quando sono arrivato qui cinque anni fa ero arrivato per restare - spiega Pasquale Molinario, produttore di abbigliamento che abita a Riccione - ma vedo che è molto difficile. La città è molto bella, la gente è simpatica, ma ci sono veramente poche iniziative. Bisogna richiamare la gente in centro altrimenti i centri muoiono. A parte le bancarelle del cibo e qualcosa sotto Natale, a Cesena non c'è proprio nulla. E' un vero peccato. Io sto pensando a un negozio alternativo, ora vedrò un po' come fare ma così sicuramente non posso andare avanti".

via strinati-2

La situazione è grigia anche nell'area più vicina a piazza del Popolo, zona più frequentata soprattutto per il food. "Ma si potrà parlare di salotto o di zona pedonale quando alle 4 e mezza di pomeriggio in via Strinati ci sono solo mucchi di scatoloni appoggiati al muro? E' veramente desolante - commenta Ivana Arrigoni della boutique "Le Nereidi" - Prima di tutto bisogna rivalorizzare il centro storico, renderlo più attraente, piacevole per farci una passeggiata".

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Di diverso parere è Iader del negozio di abbigliamento "Carbonari" in via Carbonari. "Da sempre noi siamo stati favorevoli a una pedonalizzazione vera, coraggiosa - spiega il negoziante - e spero che questo sindaco vada avanti. Si vende meno perché non era possibile vendere come tanti anni fa, prima della crisi. Noi che siamo nel commercio da decine di anni sappiamo che ogni tanto ci sono delle curve in alto e le vendite aumentano, altre volte in basso, e si parla di crisi. Del resto Cesena è un paesone, non è Londra e nemmeno Bologna. Dopo la sbornia degli anni Ottanta e Novanta, dobbiamo riposizionarci, dobbiamo capire quali sono le potenzialità del commercio cesenate". 

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