Cesenatico guida il boom turistico cesenate: "Dati che danno fiducia alla ripresa"

esenatico è la sedicesima località italiana per presenze turistiche, appena alle spalle di una metropoli come Napoli

"I dati sulle presenze turistiche del 2017 evidenziano buoni risultati nel nostro territorio: oltre 5 milioni di presenze in provincia, con una crescita del 7,5% sul 2016. Il motore, come sempre, è Cesenatico con oltre 3.300.000 presenze ed una crescita del 13% sullo scorso anno. Bene Bagno di Romagna, che torna a 250.000 presenze (+5% sul 2016), sostanzialmente stabile Cesena con 135.000 presenze (-1%). La crescita è superiore alla media regionale, che si attesta a quasi il 6%". Esordisce così l'analisi Cesare Soldati e Graziano Gozi, presidente e direttore della Confesercenti Cesenate su flussi turistici nel territorio ceseante, evidenziando come "si tratta di dati molto importanti. Basta considerare il fatto che il turismo, in Emilia-Romagna, rappresenta l’11% del PIL ed il 10% dell’occupazione".

"Cesenatico è la sedicesima località italiana per presenze turistiche, appena alle spalle di una metropoli come Napoli - osservano -. Conseguiti tali risultati non bisogna commettere l’errore di fermarsi, dando per scontato che il solco tracciato darà risultati anche nei prossimi anni. La consapevolezza della nostra forza e del fatto che tutti gli indicatori economici indicano il turismo quale settore di crescita a livello internazionale, ci deve portare ad affrontare i problemi tuttora presenti. Sistema aeroportuale e collegamenti fra Bologna ed il nostro territorio; adeguamento della E45; investimento in promozione attraverso il nuovo strumento Destinazione Romagna (la crescita della sinergia fra i Comuni romagnoli è un passaggio fondamentale). Anche l’imprenditoria locale deve riprendere fiducia e investire per migliorare la qualità media delle strutture ricettive ed ampliare i servizi a disposizione degli ospiti".

"Eccellente la proposta enogastronomica, da “vendere” con tutti i segmenti turistici che abbiamo la fortuna di avere dalle nostre parti: mare, arte, terme e benessere, appennino. In questo quadro d’insieme positivo – concludono Soldati e Gozi - non dobbiamo dimenticare le difficoltà del commercio al dettaglio non alimentare. Le nostre località sono più belle e attrattive se strade e piazze sono illuminate dalle vetrine dei negozi. L’Emilia-Romagna, negli ultimi 5 anni, ha perso 3.500 attività commerciali e la tendenza non accenna a diminuire. Nello stesso periodo sono raddoppiati gli acquisti attraverso web e tale modello crescerà esponenzialmente nei prossimi anni. Per questi motivi servono interventi strutturali a sostegno del piccolo commercio".    

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