Cesena culla di Fattore R, le imprese investono sull'innovazione: "Il talento? Non è un dono, va coltivato"

Cariche istituzionali ed economisti di fama internazionale al forum di Cesena Fiera: "Romagna terra di talenti ma vanno attratti e coltivati"

L'economista Lorenzo Bini Smaghi

I talenti e la Romagna, come coltivarli e attrarli nel nostro territorio. E' questo il punto, oltre a tanti altri temi, su cui Fattore R, il forum dedicato all'economia, concentra la sua attenzione. A Cesena Fiera ospiti di prestigio, cariche istituzionali e economisti di fama internazionale.

Si comincia con il saluto del sindaco Enzo Lattuca: "E' importante attrarre i talenti, le imprese del territorio chiedono un maggior confronto con l'Università. Il talento è nelle caratteristiche di tutte le cittadine e i cittadini. Siamo contenti che anche quest'anno  Cesena sia la culla di Fattore R". Intervengono attraverso video-messaggi il sindaco di Forlì Zattini: "La Romagna è terra di talenti ed è consapevole di essere una parte importanete del paese". Il sindaco di Ravenna De Pascale: "Siamo la patria della laboriosità". Il sindaco di Rimini Gnassi: "Superiamo i camapanilismi per essere i più forti del mondo". Mentre il presidente di Cesena Fiera Renzo Piraccini rimarca: "L'alta velocità in questo momento è la priorità del territorio".

Poi tocca al presidente della Regione Stefano Bonaccini intrattenere la folta platea: "I dati economici sono dalla nostra parte, dopo nove anni la disoccupazione in Emilia-Romagna è scesa sotto il 5%, praticamente dimezzata rispetto al momento in cui sono arrivato". Bonaccini sottolinea un dato che riguarda l'Università di Bologna: "E' prima al mondo per studenti Erasmus, in entrata e in uscita, qualcosa di straordinario". Sulle imprese: "Parlo con molti imprenditori e mi dicono che non riescono a reperire figure qualificate in base alle nuove tecnologie, soprattutto nel manifatturiero". Si parla anche di elezioni, su una possibile alleanza col M5S in Regione: "Alleanze fatte solo per battere qualcuno prendono in giro i cittadini, sui programmi dialoghiamo con tutti".

A seguire molto interessante l'intervento di Donato Iacovone, amministratore delegato dell'Osservatorio EY: "Il 72% delle imprese ritiene fondamentale l'innovazione, molto di più rispetto al passato, le aziende chiedono di fare sistema in un paese dove spesso prevalgono gli individualismi". Iacovone sottolinea un gap da colmare assolutamente: "Il 46% delle imprese non ha adeguate competenze sociali in azienda, e il 43% ritiene non sufficienti quelle tecnologiche". Ma c'è un dato importante: "Gli imprenditori investono sulle nuove tecnologie, il 68% ha adottato l'Industry 4.0 e il 100% è soddisfatto perchè ne ha guadagnato in produttività". Iacovone conclude con un monito: "Bisogna investire prima che le aziende vadano in crisi". In Romagna i talenti ci sono, i dati dell'Osservatorio evidenziano un tasso di 0,61 rispetto allo 0,23 del dato nazionale.

"Ma cosa è un talento? - si chiede sul palco il noto economista Lorenzo Bini Smaghi - spesso pensiamo che sia un dono della natura, ma è un errore. Le competenze e i talenti partono dalle scuole e poi dalle università. Bisogna invogliare i ragazzi ad iscriversi alle Facoltà scientifiche, e farlo già dal momento della scuola. Io ho 'costretto' mio figlio ad iscriversi ad Ingegneria. Ed è soddisfatto, mi ha detto, perchè ha incontrato tante imprese". Sull'economia italiana: "Lo spread è indice della nostra credibilità, facendolo salire ci siamo fatti del male da soli, gli investitori vogliono stabilità". Sui dati romagnoli: "E' vero che la Romagna fa meglio della media italiana, ma la media italiana non è buona".

Il Rettore dell'Alma Mater Studiorum Francesco Ubertini sottolinea: "Viviamo in un tempo di grandi trasformazioni, molto rapide. Il 65% degli attuali studenti farà mestieri che ora non esistono. La formazione è la chiave di successo di un territorio. I miei genitori mi dicevano: "'Se non studi vai a lavorare', io dico ai miei figli: se studiate andate a lavorare". Poi tira le orecchie all'Italia: "E' penultima in Europa per laureati tra la popolazione giovane, e c'è il rischio di diventare ultimi". Sull'Alma Mater in Romagna: "Trenta anni fa era una scommessa, ora possiamo dire che è stata vinta. Nei 4 campus romagnoli ci sono 20mila studenti, 5mila all'anno si laureano. L'inaugurazione dell'anno accademico a Cesena il prossimo 15 novembre, che mi vedrà presente, è qualcosa di storico".

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