Confartigianato: "Artigiani riparatori contro il disvalore dell'usa e getta"

“In questi ultimi anni – rimarca il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena formato da Daniela Pedduzza, Stefano Ruffilli e Marcello Grassi – il mercato delle riparazioni ha subito un preoccupante calo"

Tempi antichi, quando si portava a riparare il televisore, un altro elettrodomestico, oppure le stesse scarpe. Antichi, ma non ancora estinti e che potrebbero rivivere ostacolando la cultura imperante 
dell’usa e getta, favorendo la manutenzione e l’uso corretto e responsabile dei prodotti. Secondo Confartigianato Cesena si tratta di un principio e un valore etico, prima ancora che socio-economico, che chiama in causa una categoria di artigiani, ancora molto rappresentata nel Cesenate: quella dei riparatori, risorsa vitale del nostro territorio e punto di riferimento in Comuni e paesi.

“In questi ultimi anni – rimarca il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena formato da Daniela Pedduzza, Stefano Ruffilli e Marcello Grassi – il mercato delle riparazioni ha subito un preoccupante calo derivante, in parte, proprio dall’obsolescenza programmata dei prodotti e dalla difficile reperibilità dei pezzi di ricambio con cui i produttori ostacolano la rete di assistenza post vendita. D’altro canto, i postumi della grande crisi e in generale una cultura del recupero che ancora non è dispersa nel nostro territorio di sobrie origini contadine tramandata da famiglie che educano i figli ai valori della sobrietà e della sostenibilità, fanno sì che la clientela dei riparatori permanga uno zoccolo duro, che però può essere rimpinguato. D’altro canto esiste una rete ancora radicata di artigiani riparatori, pilastro della coesione sociale del nostro territorio. La politica può fare la sua parte favorendo questi comportamenti virtuosi e in questo senso Confartigianato Cesena esprime giudizio positivo sul Disegno di legge che prevede modifiche al Codice del Consumo per circoscrivere il fenomeno dell’obsolescenza programmata dei beni di consumo e introdurre maggiori tutele e garanzie per il consumatore, assicurando, al tempo stesso, maggiori spazi di mercato per il settore delle riparazioni”.

“La vita di un prodotto – prosegue il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena – va preservata a lungo e per fare questo occorre redistribuire responsabilità e ruoli ad ogni soggetto della filiera: il 
produttore, il fornitore di pezzi di ricambio, il riparatore ed il consumatore. Per questa ragione è necessario realizzare modelli di produzione e di consumo sostenibili, in un’ottica di economica circolare 
e in linea con gli impegni assunti nell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e con l’Agenda 2030 dell’Onu. Se ben progettati, i prodotti possono durare più a lungo e sono più facili da riparare, 
rigenerare e, una volta arrivati a fine vita, è anche più semplice recuperarne le componenti da smaltire con vantaggi per la difesa dell’ambiente. L’impostazione del Ddl garantisce il reperimento in tempi 
certi delle parti di ricambio e favorisce la riparazione dei prodotti e, in proposito, auspica un rafforzamento di ulteriori garanzie per il consumatore in termini di responsabilità del produttore industriale”.

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