Gli ambulanti: "Il sindaco ci ha denigrato"

Rilanciano sul mercato ambulante del 2 giugno. Per il sindaco non si farà, ma gli ambulanti non mollano: "Siamo fiduciosi di un ripensamento"

"Che il sindaco di Cesena Paolo Lucchi durante l'orazione ufficiale della Festa della Liberazione, al cospetto del Prefetto e di altre autorità, si sia permesso di strigliare chi, a suo dire, vuole trasformare i cittadini in consumatori - alludendo in maniera chiara agli operatori ambulanti - è a parer nostro qualcosa di più di una pessima caduta di stile". Inizia così una lettera di Confcommercio e Confesecenti che aggiungono: "Gli ambulanti si sono sentiti umiliati ed offesi dalla parole del sindaco che li ha accusati di modernismo e di avere più a cuore i propri interessi che il ricordo e la memoria di chi ha dato la vita nella lotta di liberazione".

"Si tratta - si legge - di una denigrazione vera e propria che scredita il servizio che gli ambulanti rendono alla città, e non fa onore a chi ricopre una così importante carica. Anzi, mette in discussione il rispetto e la collaborazione che gli operatori ambulanti hanno sempre avuto nei confronti di questa amministrazione. Gli ambulanti avevano chiesto di poter svolgere il mercato ambulante il 25 aprile, dopo che vari mercati erano stati annullati per il nevone di febbraio. Sarebbe stato un mercato ordinario del mercoledì, non straordinario di tutta la giornata, apprezzato anche dai cittadini avventori. D'altra parte il 25 aprile erano aperte altre attività commerciali. Il Comune di Cesena ha approntato un protocollo d'intesa con gli esercizi commerciali sulle aperture delle attività, ma non si tratta di input costrittivi e vincolanti, infatti con la liberalizzazione le attività commerciali possono stare aperte come e quando vogliono. Quindi non capiamo perchè se le attività commerciali in sede fissa volendo potevano rimanere aperte - e alcune lo sono state - ciò non dovesse valere per gli ambulanti. Dov'è la par condicio?".

"Lavorando mezza giornata - sottolineano - non si sarebbe disonorato nessuno e si sarebbe potuto celebrare ugualmente la festa identitaria del 25 aprile nel modo in cui ciascuno riteneva più congeniale. Gli operatori ambulanti sono rammaricati per la presunta lezione di educazione civica: ancor di più perché è venuta in un contesto di orazione ufficiale, dalla voce di un sindaco che mentre interviene rappresenta anche loro. Ci sono imprenditori del commercio su aree pubbliche che hanno avuto genitori e parenti che hanno combattuto la guerra e sono morti, o che sono stati partigiani".

"Detto questo, siamo fiduciosi che il sindaco vorrà ripensare e modificare le decisioni in merito allo svolgimento del mercato del 2 giugno. Abbiamo ancora un mese di tempo per convincere l’amministrazione che gli ambulanti hanno in grande considerazione le date che sono state fondanti della nostra democrazia e della nostra Repubblica, e che oggi se siamo quello che siamo lo dobbiamo a chi ha dato la vita per la difesa di quei principi e di quei valori".

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