Centri storici, "Siano luoghi da vivere non musei da visitare", la ricetta di Patrignani

Il presidente di Confcommercio cesenate: "I centri storici della Romagna, chi più chi meno, soffrono di alcune comuni e annose criticità, aggravatesi negli anni"

"Un piano di rilancio d'Area Vasta dei centri storici che metta a sistema le buone pratiche e armonizzi le politiche indirizzate ad assicurare maggiore fruibilità e accessibilità ai nostri nuclei antichi romagnoli, che hanno come pilastri cultura e commercio, la cui offerta va resa sempre più sinergica e complementare". Lo caldeggia il presidente di Confcommercio cesenate Corrado Augusto Patrignani.

“I nostri centri storici della Romagna, chi più chi meno - afferma il presidente Confcommercio cesenate – soffrono di alcune comuni e annose criticità, aggravatesi negli anni: rarefazione dell'offerta commerciale con conseguente aumento dei locali sfitti, ridotta accessibilità e fruibilità in seguito anche a politiche sulla mobilità che hanno in qualche modo reso più complesso il movimento verso il centro storico sin quasi a blindarlo; necessità di assicurare o implementare aree di sosta agevoli a ridosso del centro; necessità di politiche di rigenerazione urbana e di conferimento di nuovi arredi; progetti di riqualificazione che tengano conto durante i lavori di salvaguardare e anche di indennizzare, nei casi in cui i danni subiti siano evidenti e documentabili, le attività economiche con ridotta accessibilità e flussi diminuiti a causa dei cantieri; incentivazioni alle attività commerciali che rendono i nostri centri più attrattivi, dai pubblici esercizi alle altre attività commerciali, sgravio tributario e burocratico, incentivi alle neoimprese e loro pubblicizzazione anche ad opera del Comune; organizzazioni di intrattenimenti ed eventi complementari anche in un'ottica romagnola per favorire anche i flussi di visitatori da un centro all'altro”.

"Il nodo di fondo – prosegue Patrignani – è proprio quello di creare centri storici da vivere, inclusivi, non musei e luoghi da visitare. La distinzione tra vita e visita è fondamentale. Per raggiungere questo obiettivo, secondo Confcommercio è importante che le amministrazioni almeno dei comuni più importanti avviino  un dialogo e un confronto permanente su questi temi  sino a formalizzare una sorta di patto di rilancio dei centri storici come punto prioritario dell'agenda politica, perché lavorando in tal senso si realizza un obiettivo socio-economico di rilevanza prioritaria: favorire la vivibilità della città e incentivare la socializzazione di cui le nostre aree antiche sono ambiti nevralgici. Creare una sorta di laboratorio romagnolo che si prefigga di studiare interventi comuni per il rilancio dei centri storici sarebbe un segnale di buona politica e di cooperazione per affrontare un'emergenza sempre più estesa, lo spopolamento commerciale e lo svuotamento sociale del cuore urbano”.

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