Bagno, cresce la passione per le terme. Ma cala la durata del soggiorno

"Il settore extra-alberghiero - viene illustrato - riesce a benefeciare delle numerose presenze solo in piccola parte "

Cresce la passione per le terme. E' quanto emerge da un sondaggio realizzato da Confesercenti Cesenate sull’andamento della stagione turistica nell’alta Valle del Savio. Tema dell'intervista, che ha interessato 60 imprenditori del settore anche sulle prospettive future del comparto, è stato “La stagione turistica a Bagno di Romagna. Andamento 2017 e obiettivi per il 2018”. I dati sono stati illustrati giovedì in un incontro/confronto che si è svolto nella sede della Confesercenti a San Piero in Bagno. Hanno partecipato Pasquale Ambrogetti, presidente della Confesercenti di Bagno di Romagna, il responsabile della Confesercenti dell’Alto Savio, Pierpaolo Rossi, il sindaco di Bagno di Romagna, Marco Baccini e il vice sindaco, Alessia Rossi.

Nel periodo gennaio-novembre 2017 gli arrivi sono stati 91.277, con un incremento del 10,7 rispetto allo stesso periodo di confronto del 2016, quando furono 82.458, mentre le presenze sono state 228.383, con una crescita del 4,4% (218.712). La presenza media è stata di 2,5 giorni, in lieve calo rispetto ai 2,65 giorni. Il mese con più presenze è stato agosto con 36.973, mentre febbraio è stato il mese con minori presenze con 11.041. Il 41,5% ha giudicata buona la stagione turistica del 2017, il 33% sufficiente, il 22% ottima, mentre appena il 3,5% la considerata insufficiente. Il 42% ha definito buone le azioni che gli enti pubblici hanno realizzato, il 38% sufficienti e il 10% ottime.

Per quanto concerne le problematiche maggiori che le imprese hanno riscontrato, il 40% ha appurato un aumento dei costi, il 27% una diminuzione dei margini, il 18% l'accesso al credito e il 5% difficoltà nel reperire il personale. Il 30% ritiene che il turismo di Bagno debba puntare sulla "combo" turismo-sport, il 28% sul segmento sportivo e il 22% su quello termale. Per il 50% le previsioni della stagione turistica 2018 sono buone, per il 35% sufficienti, mentre per il 10% ottime e il 5% insufficienti.

Secondo quanto riscontrato dall'indagine di Confesercenti, "la stagione turistica e’ stata sicuramente positiva e il parere degli operatori e’ l’ennesimo segnale di un clima di fiducia che poi si ritrova anche nelle previsioni della stagione turistica 2018". Inoltre nel 2017, grazie al Giro d’Italia e ad altri eventi, "Bagno di Romagna ha sicuramente sfruttato il segmento sportivo che sicuramente anche nel 2018 puo’ continuare ad essere uno dei traini principali per tutta la località". Inoltre, viene evidenziato, "emerge il dato della durata del soggiorno, che continua a diminuire fino ad arrivare ad una permanenza media di 2,5 giorni che e’ un dato tra i piu bassi di tutta la regione". "Il settore extra-alberghiero - viene illustrato - riesce a benefeciare delle numerose presenze solo in piccola parte e questo nel lungo periodo puo’ creare problemi alla localita’ che rischia di impoverirsi di servizi commerciali che se presenti creano l’habitat giusto per una ospitalita’ di livello e soprattutto gradita ai turisti".

Dalle interviste, viene illustrato, "non emerge un segmento turistico molto piu’ forte di altri e questo deve rappresentare un punto di forza della localita’ che pur partendo da un forte settore termale, non appare come un turismo monoculturale, ma anzi puo’ contare su una offerta diversificata e che puo’ spingere il turista a scegliere bagno di romagna come meta delle loro vacanze per diverse motivazioni. Si segnala da diverso tempo che il rafforzamento della localita’ passa anche da scelte importanti e al primo posto, come segnalato da tempo anche da Confesercenti, vi e’ quella di un parco termale fruibile in larga scala che vede al centro la possibilita’ di godere delle proprieta dell’acqua in una azione che si dovrebbe sviluppare con le 3 terme presenti gia’ sul territorio e con altri soggetti che hanno le necessarie competenze per svolgere questo compito". Inoltre Bagno di Romagna "ha ancora una quota bassa di turismo straniero per cui occorre organizzare in maniera piu’ efficace la presenza sui mercati esteri".

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