"Arrivate all'età della pensione", dopo 70 anni chiude un negozio storico di Cesena

Fu aperto nel 1952 da Everardo Amaduzzi, quando sugli scaffali non c'erano ancora camicie e maglioni ma rotoli di tessuti e le pochissime confezioni

Dopo quasi settant'anni di attività, il negozio di abbigliamento "Imperabit", sotto il portico di via Zeffirino Re, chiuderà l'attività il prossimo 7 marzo. E' uno degli storici negozi di Cesena, aperto nel 1952 da Everardo Amaduzzi (classe 1918), quando sugli scaffali non c'erano ancora camicie e maglioni ma rotoli di tessuti e le pochissime confezioni, da come si deduce dal nome del negozio, riguardavano solo impermeabili e abiti.

Anche il papà di Everardo era mosso dal sacro fuoco del commercio e, sebbene non abbia mai gestito un banco d'ambulante o un negozio, come mediatore del mercato comunale era sempre in mezzo a soldi e trattative. Dopo la quinta elementare Everardo andò a fare il commesso in un negozio di biancheria. Poi ci fu la guerra, la prigionia in Africa, e quando tornò Everardo aveva le idee chiare. Iniziò a lavorare alla Confcommercio e insieme a un socio aprì un negozio di stoffe a Faenza. Dopo poco fece il salto da solo e aprì Imperabit in pieno centro storico a Cesena, la sua città. Nel negozio mise a lavorare la sua fidanzata di allora che da lì a poco divenne sua moglie e un commesso. Lui faceva avanti e indietro tra Faenza e Cesena, parlava in dialetto romagnolo coi clienti, era cortese, sempre sorridente, faceva piacere vederlo parlare coi clienti. "Anzi per lui non erano clienti - racconta la figlia Licia che, dagli anni Ottanta, gestisce insieme alla sorella Cinzia il negozio di papà Everardo - erano quasi amici. Ma soprattutto aveva a cuore la soddisfazione di chi entrava nel negozio: con attenzione e cura li consigliava e se un abito non stava bene cercava qualcosa di diverso, non cercava mai di vendere a tutti i costi. Per noi questo è stato un grande insegnamento".

Dagli anni Settanta fino agli anni Ottanta è stato un vero boom delle confezioni, degli abiti della festa, dei vestiti importanti. "Papà lasciò Faenza e, mantenendo Imperabit, ne aprì un altro quasi accanto - spiega Cinzia - Questo per far immaginare come e quanto si vendeva a quei tempi".

Licia e Cinzia sono cresciute praticamente nei due negozi e per loro è stata una scelta naturale diventare le nuove titolari. "Dobbiamo dire che è stata un'ottima opportunità avere un negozio giù avviato - spiegano le due sorelle - ma era anche il lavoro della nostra vita. A tutte e due è sempre piaciuto molto vendere, preparare il campionario, occuparsi del negozio. E poi c'è da dire che è stato un lavoro che ci ha permesso di avere una famiglia". Licia ha 4 figli e Cinzia 3.

E ora? Perché chiudere un negozio così storico? Non c'è un figlio che voglia portare avanti l'attività? "Beh, noi siamo arrivate all'età della pensione e direi che è l'ora di ritirarsi. I nostri figli, anche loro con grande spirito commerciale, hanno avuto invece altre opportunità e, alla fine, siamo anche soddisfatte che abbiano seguito le loro passioni. A noi dispiace abbandonare i nostri clienti fedeli, molti dei quali sono diventati nostri amici, ma è arrivata l'ora di andare in pensione. In tutto questo, poi, c'è anche un po' l'ombra della crisi del commercio nei centri storici che non aiuta i giovani a portare avanti attività ultradecennali. Sta chiudendo l'orefice qui a fianco, tra qualche mese chiude anche Candoli. E pensare che in questi giorni abbiamo avuto dimostrazioni così grandi e autentiche di affetto da parte dei nostri clienti...E' un peccato".

Licia e Cinzia, infatti, chiuderanno sabato 7 marzo - nel frattempo svuotano il negozio con articoli a prezzi da favola - e per sabato 29 febbraio (dalle 16 alle 19.30) hanno organizzato un piccolo incontro coi loro clienti e amici al negozio. "Vogliamo ringraziare tutti coloro che ci hanno accompagnato in questo viaggio - concludono le due sorelle Amaduzzi - i preziosi collaboratori, i clienti, i rappresentanti, i fornitori, i colleghi e i tanti amici. E’ stato un piacere incontrarvi, servirvi  e condividere con voi brani di vita. Ci avete donato stima, soddisfazioni, compagnia, conforto, complimenti, sorrisi.Abbiamo attraversato insieme anche momenti non facili ma ora desideriamo che la nota dominante di questa conclusione sia la gratitudine". 

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