Tecnico delle luci e geologo, insieme realizzano un sogno: aprire un'osteria

Un'osteria come quelle di una volta, quelle che negli anni Settanta erano il fulcro della vita sociale, dove si giocava, si mangiava senza consultare il menù

Aprire un'osteria a 60 anni non è una cosa che viene in mente a tutti, soprattutto se alle spalle si sono accumulate esperienze di tutt'altro tipo. Luciano Trebbi, modenese d'origine ma da 20 anni a Cesena, è un tecnico delle luci che ha lavorato in vari teatri (è ancora il direttore tecnico del festival di Santarcangelo e deve finire una tournée con la Socìetas Raffaello Sanzio). Lino Trasforini, invece, è un geologo che per trent'anni circa ha vissuto fuori dall'Italia portando acqua e progettando pozzi in Africa e nelle zone più povere del mondo. Ecco due tipi come loro qualche tempo fa hanno deciso di realizzare un sogno della loro vita: aprire un'osteria.

Un'osteria come quelle di una volta, quelle che negli anni Settanta erano il fulcro della vita sociale, dove si giocava, si mangiava senza consultare il menù, si discuteva sul mondo, s'invecchiava insieme agli amici, ma soprattutto si beveva. E gli osti facevano gli Osti, con la O maiuscola. A volte erano simpatici, a volte un po' burberi, ma, avendone viste di cotte e di crude, si facevano intendere alla perfezione da tutti. Di sicuro non avevano imparato a conoscere il vino studiandolo sui libri o a uno dei tanti corsi, il vino l'avevano bevuto. Buono, meno buono, eccellente: si erano fatti esperienza sul campo e i loro consigli erano sempre quelli giusti. I piatti che cucinavano solitamente erano quelli delle loro mamme e di etnico avevano poco o niente, ma guai a chiedere qualcos'altro.
Ecco l'osteria del Perditempo (in via Montalti 12 dietro la Biblioteca Malatestiana) di Lino e Luciano è proprio così.

"Da un po' di anni non andavo più all'estero a lavorare - racconta Lino - perchè non è più tanto sicuro muoversi in alcuni Paesi e così ho coinvolto Luciano in questo mio sogno e siamo partiti". "L'idea mi è piaciuta, mi ha intrigato subito - gli fa eco Luciano - La mia passione è data dal fatto che sono sempre stato un ottimo cliente delle osterie. Eppoi sia a me che a Lino piacciono i vini e la buona cucina. Abbiamo una ragazza che ci dà una mano in cucina. A forza di guardare come fa - scherza Luciano - stiamo imparando anche noi". L'osteria del Perditempo propone taglieri di salumi, formaggi, crostini, bruschette, insalata, panini. Vengono utilizzati tutti prodotti di qualità, freschi e del territorio.

E' una sfida aprire un locale dopo i 60 anni? "Sì, chiamala sfida, ma con calma - spiega Lino sorridendo - è un passatempo, un perditempo, ma serio. Ci è stato detto che questo locale, non si sa per quale motivo, non è mai decollato veramente, speriamo che due come noi, un po' diversi dai soliti gestori e con qualche anno in più, riescano nell'impresa. Sarebbe bello". In dicembre l'osteria del Perditempo è sempre aperta, dalla mattina alla sera. Da gennaio, invece, sono aperti dalle 11 fino alle 14.30 per gli studenti, e dalle 17.30 alle 23 per tutti. Chiude il giovedì (mezzogiorno e sera) e domenica a pranzo. 

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