La fotografia dell'economia locale, gli imprenditori non sono ottimisti: "La crisi non è passeggera"

"Gli imprenditori sono consapevoli che la crisi non è un fenomeno passeggero, ma la situazione attuale si è stabilizzata", commentano da Confesercenti

La ripresa stenta a decollare. Le cause? Non ci sono "condizioni favorevoli per fare business". E' quanto emerge dall'indagine sull'andamento dell'economia cesenate nei settori commercio, turismo e servizi effettuata dal Centro studi della Confesercenti Cesenate, su un campione di 200 imprese del territorio di riferimento. Attraverso la ricerca, realizzata mediante interviste ai titolari di imprese commerciali, si è voluto analizzare lo stato dell’economia cesenate, con uno studio suddiviso in 5 punti: dapprima la fotografia del 2016, poi la prospettiva a breve/medio termine, di seguito le prospettive occupazionali, il rapporto con il credito ed infine la situazione locale.

Le 200 imprese suddivise per categoria rappresentano un campione del commercio cesenate e sono individuati utilizzando criteri omogenei sia per merceologia, sia per zona e sia per ampiezza. La rilevazione è stata effettuata tramite un sondaggio telefonico nei giorni tra il 20 e il 23 giugno. Dalla ricerca emerge che nel primo semestre 2016 il fatturato delle imprese commerciali è in aumento per il 6,0%, mentre è stabile per il 45,00% e diminuisce per 49%. Rispetto all’anno scorso vi è una piccola inversione di tendenza, in negativo. Altri segnali di una piccola inversione di tendenza in negativo si nota anche quando si passa ad esaminare gli utili dove una percentuale del 53% in aumento rispetto all’anno scorso, dichiara utili in diminuzione, sono stabili gli utili per il 42% ed in aumento per il 5% degli intervistati.

Per il 26,5% del campione la situazione della sua impresa è peggiorata rispetto all’anno scorso, mentre l’8% dichiara un miglioramento. Sulle prospettive a breve/medio termine il 32,50% prevede un miglioramento della situazione economica, e il 52% dichiara che non vi sarà alcun miglioramento a breve/medio termine, mentre il 44,50% si dichiara più fiducioso rispetto all’anno scorso in una ripresa del nostro territorio e il 46% invece si dichiara meno fiducioso. Invece per quanto riguarda il periodo in cui ci sarà un miglioramento della situazione economica, il 23% indica il 2016 e il rimanente del campione negli anni a venire.

Per quel che riguarda le prospettive occupazionali solo il 10% degli intervistati dichiara che aumenterà la manodopera impegnata nella propria azienda, mentre per il 78% la manodopera rimarrà numericamente uguale e per il 12% sarà in diminuzione. Per quanto riguarda il rapporto con il credito il 49% ha dichiarato che negli ultimi 12 mesi non ha fatto ricorso al credito. Il 25% dichiara che negli ultimi 12 mesi ha fatto ricorso al credito bancario per effettuare investimenti, mentre il 42% ha dichiarato che l’accesso al credito è stato più difficile rispetto al passato. Per quanto concerne la situazione locale per il 56% il territorio cesenate ha risentito della crisi come a livello nazionale, mentre come intervento prioritario il 33% ritiene la ripresa dei consumi la questione principale.

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"Gli imprenditori sono consapevoli che la crisi non è un fenomeno passeggero, ma la situazione attuale si è stabilizzata - commentano da Confesercenti -. Non è più crisi, ma nuove condizioni di lavoro con le quali tutti devono fare i conti sia le imprese che hanno sempre meno condizioni favorevoli per fare business e sia i lavoratori che affrontano un mercato del lavoro più precario ed anche più povero". L'associazione "chiede un cambiamento delle condizioni generali per l’eccessivo peso di tasse e delle varie burocrazie che rappresentano i veri ostacoli ad una ripresa". Quindi alcune ndicazioni principali per far ripartire il mercato: "maggiore credito alle imprese per far ripartire gli investimenti; lotta alla illegalità economica e alla criminalità; lotta alla burocrazia anche in ambito locale; maggiori investimenti pubblici in opere e servizi; e azioni di sostegno ai consumi e lotta alle povertà".

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