Errani: "Neve, non ha funzionato la catena di comando"

"Non tutti devono fare tutto, ma ci deve essere una catena di comando che coordina a cui devono confluire tutti i livelli. Anche su questo piano, qualcosa, durante questa emergenza, non ha funzionato"

Di fronte all’emergenza, il meccanismo e il sistema integrato di soccorso, messi in campo da Regione e Comuni, hanno funzionato, anche se si sono registrate criticità, soprattutto sul fronte del trasporto ferroviario. E’ questa, in estrema sintesi, la valutazione del presidente Vasco Errani, che ha pronunciato in aula assembleare una lunga disamina sulle conseguenze degli eventi atmosferici che hanno colpito la regione nelle ultime due settimane, mettendo in ginocchio, in particolare, ampie zone della Romagna.

Il presidente della Giunta ha affermato infine che di fronte a una emergenza, si evidenzia la necessità di definire un sistema di governance. Non tutti devono fare tutto, ma ci deve essere una catena di comando che coordina a cui devono confluire tutti i livelli. Anche su questo piano, qualcosa, durante questa emergenza, non ha funzionato, di qui la necessità di mettere a punto una cabina di regia.

“Abbiamo fatto - ha detto - la scelta di concentrare i mezzi nelle aree collinari più a rischio e per garantire la viabilità primaria. E possiamo dire - ha aggiunto - che nessun cardiopatico, anche il più isolato, è rimasto senza soccorsi. Anche il sistema di comunicazione, attraverso le varie forme utilizzate, ha retto, anche se da questa esperienza è emersa la necessità di metterlo a punto meglio. Ma sono emersi anche problemi”: questo Errani non lo nasconde, facendo riferimento in particolare al tema del trasporto ferroviario, della scuola e del coordinamento tra le grandi reti (energia elettrica, acqua, gas, rifornimento di gasolio e benzina, ecc.)”.

“Per quanto riguarda la scuola, è necessario tornare al più presto alla normalità, - ha sottolineato - ma prima di tutto c’è da affrontare la questione sicurezza, che significa percorsi articolati e complessi. L’anno scolastico - ha tenuto a dire - è comunque salvo. Sul tema delle grandi reti, il lavoro è quello di trovare più coordinamento, tuttavia nessun comune, neppure in Valmarecchia (una delle aree più colpite, nominata più volte nel corso dell’intervento) è rimasta senza rifornimenti energetici”.

Più problematica la questione del trasporto ferroviario. Errani ha anticipato la presentazione di un report su quanto accaduto in questo frangente rispetto Trenitalia e RFI. “I deficit - ha detto - non hanno riguardato la pulizia dei binari, perché a quello ha pensato la Protezione civile. Al contrario abbiamo avuto di fronte un problema strutturale, con materiale rotabile vecchio che non ha retto in una situazione di emergenza, e c’è stato anche un deficit sul piano della comunicazione. Ma - ha detto - non siamo stati timidi. Lo abbiamo detto e ripetuto: di fronte agli investimenti fatti dalla Regione pari a più di 250 milioni, c’è lo zero di investimenti statali, una questione strategica da affrontare sul piano nazionale. La Regione, inoltre, a fronte dei disagi subiti da pendolari e viaggiatori, agirà sul piano delle sanzioni nei confronti di Trenitalia”.

Errani ha poi evidenziato che le nuove norme riguardanti la Protezione civile nazionale non funzionano: “hanno burocratizzato troppo il sistema. Oltre a avere una chiara definizione di emergenza, la Protezione civile deve fare e avere chiare linee guida, oltre ai fondi necessari. In questo caso, ha poi spiegato il presidente, non si è voluta dichiarare l’emergenza nazionale, perché sarebbe scattato automaticamente l’aumento delle accise: su questo il Governo nazionale - ha aggiunto - si è dichiarato disposto a mettere a punto un impianto di modifica”.

Dice Errani: “La Regione si è poi impegnata a mettere a disposizione risorse pari a 2 milioni per dare sicurezza e serenità ai sindaci: un impegno che è stato condiviso con il Governo, per cui i costi pubblici della prima emergenza saranno a carico dello Stato. Rimane aperta la questione dei danni. Sui temi della rata fiscale, dell’Inps e di altri oneri, ho detto di essersi rivolto al sottosegretario Catricalà. Ma ci vuole un provvedimento legislativo, - ha spiegato - proprio perché non è stata dichiarata la situazione di emergenza nazionale per le ragioni dette sopra. Non siamo in grado oggi - ha affermato ancora – di fare fronte ai danni subiti dai privati, dalle strade e che si produrranno in conseguenza al disgelo, ma si lavorerà, anche in accordo con il Governo, per mettere in moto i vari sistemi di sostegno per interventi di recupero, ristrutturazione e rimessa in opera”.

Dice Errani: “C’è poi il grande tema della fase 3, oggi siamo ancora alla fase 2: mi sono detto molto preoccupato per ciò che accadrà con il disgelo, soprattutto sul piano dell’assetto idrogeologico del territorio, ma rassicura il fatto che l’Emilia-Romagna sia dotata di un sistema di monitoraggio in tempo reale. Anche questo problema, tuttavia, è da affrontare con il Governo perché sia messo a punto un piano nazionale di messa in sicurezza del territorio”.

 

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