Bloccata l'invasione dei topi, Lucchi: "Grave danno d'immagine per la città". In arrivo le sanzioni

Il sindaco punta il dito contro i proprietari della piccionaia: "Fenomeno causato dall'incuria umana, c'è stato scarso rispetto del territorio"

Dopo oltre una settimana di riflettori accesi su Cesena, la vicenda dei topi "impazziti" di Capannaguzzo si avvia verso la risoluzione. L'invasione di ratti ha attirato l'attenzione di media nazionali e internazionali, servizi di tg e programmi televisivi. "C'è stato un grande danno d'immagine per la città - afferma il sindaco Paolo Lucchi - al di là della contabilità su quanti ratti sono stati eliminati, mi sono preoccupato e attivato affinché la situazione tornasse alla normalità nel più breve tempo possibile, le strade di Capannaguzzo sono tornate ad essere normali strade di una zona di campagna".

Le 20 trappole con veleno topicida sistemate nella frazione di Gattolino hanno dato i loro frutti. Come sottolineato dall'assessore all'ambiente Francesca Lucchi, sono state raccolte le carcasse di oltre 200 topi, con 2 chili di topicida sparsi al giorno. Negli ultimi giorni le carcasse sono poche decine, segnale che la situazione sta tornando alla normalità. Ora è anche e soprattutto il momento delle responsabilità: "E' stato un fenomeno - sottolinea il sindaco Lucchi - causato dall'incuria umana, e cioè dall'incuria dei proprietari di una piccionaia. Hanno lasciato il mangime incustodito permettendo ai ratti di moltiplicarsi e causando questa situazione che ha creato un grave danno di immagine alla città, oltre che allarme tra i residenti. Un comportamento che ha dimostrato uno scarso rispetto per il territorio. Ci sono stati servizi dei tg nazionali, di giornali stranieri, una vicenda che ha offuscato l'immagine di Cesena. So di albergatori che hanno ricevuto la telefonata di clienti che chiedevano se i topi erano anche dentro gli alberghi".

Il giornale britannico The Guardian ha parlato di "scene da film horror" per i centinaia di ratti impazziti che tanto allarme hanno creato tra i residenti. Ora è anche il momento delle sanzioni, come evidenzia il primo cittadino. "L'amministrazione comunale, quindi tutta la collettività, ha dovuto sostenere dei costi per debellare questo fenomeno, stiamo stabilendo l'intera somma e ci rivarremo sui proprietari dell'allevamento di piccioni. Ma c'è anche il capitolo del danno d'immagine, che la città ha subito e che faremo valere nelle sedi competenti".
 

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