Test anti-droga a consiglieri e assessori regionali: l'Assemblea dice no

La commissione Statuto e Regolamento ha espresso parere negativo sul Progetto di legge presentato da Fabio Filippi (Popolo della libertà), che ha per titolo "Test tossicologico per i consiglieri regionali e i componenti della Giunta della Regione Emilia-Romagna"

La commissione Statuto e Regolamento ha espresso parere negativo sul Progetto di legge presentato da Fabio Filippi (Popolo della libertà), che ha per titolo “Test tossicologico per i consiglieri regionali e i componenti della Giunta della Regione Emilia-Romagna”: voto no dai consiglieri Pd, Sel-verdi, Idv, voto favorevole del Pdl, non partecipazione al voto del Mov5stelle (che giudica incostituzionale questo documento), assenti le altre forze rappresentate in Assemblea legislativa.

Dove, peraltro, il Progetto di legge tornerà in discussione, emendato in alcuni punti, come avrebbero già voluto fare oggi lo stesso Filippi e il relatore del provvedimento, Alberto Vecchi. Nel dibattito sono intervenuti, a più riprese, lo stesso Vecchi (Pdl), Antonio Mumolo (Pd), Fabio Filippi, Monica Donini (Fds), Liana Barbati (Idv), Gian Guido Naldi (Sel-verdi), Roberto Montanari (Pd), Giovanni Favia (Mov5stelle).

In seguito alla discussione avvenuta in una precedente seduta, il 14 dicembre scorso, Vecchi e Filippi hanno presentato 5 emendamenti, finalizzati a sfuggire a ogni rischio di illegittimità e incostituzionalità della norma, correggendo il testo originario in alcuni punti essenziali: veniva tolta l’obbligatorietà del test, rendendolo facoltativo; veniva abrogato il passaggio sull’incompatibilità all’elezione; e venivano abrogati altri effetti, dalla decadenza dalla carica alla non ricandidabilità.

La motivazione del progetto di legge è quella di impegnare consiglieri e assessori a sottoporsi al test tossicologico per favorire la massima trasparenza nei comportamenti di chi assume ruoli di carattere pubblico, postulando “il dovere di operare per il bene comune, compreso il contrasto alla diffusione delle droghe”. Nella relazione di accompagnamento, sta scritto che “chi ricopre cariche pubbliche e fa uso di droghe è fortemente ricattabile, è quindi a rischio la stabilità del sistema”.
 

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