Tasse, Confcommercio: "Le più basse? Le piccole imprese sono spennate"

Si tratta del dato scorporato di quanto pagano le piccole imprese in città, guarda caso mai reso noto e tanto meno messo in comparazione con quanto si verifica in altri comuni limitrofi

Cesena è la città in Romagna con la minor pressione del fisco locale? I dati forniti dal sindaco Paolo Lucchi vengono confutati da Corrado Augusto Patrignani, presidente Confcommercio: “C’è una fonte più che attendibile, e che taglia la testa al toro, e per monitorare il livello di pressione tributaria in vigore a Cesena, al di là dei presunti dati sbandierati da anni che attesterebbero come il nostro Comune sia tra i meno esosi fra quelli di pari popolazione regionale. Si tratta del dato scorporato di quanto pagano le piccole imprese in città, guarda caso mai reso noto e tanto meno messo in comparazione con quanto si verifica in altri comuni limitrofi”.

“Ce ne sono tante nostre iscritte — di imprese — operative nel commercio, nel turismo e nei servizi, che debbono chiedere i soldi a prestito per pagare le tasse. Ed è il colmo dei colmi. Imu sul produttivo all’aliquota massima, tassa di occupazione su suolo pubblico onerosa (ora dimezzata, ma Confcommercio chiede la soppressione totale), persino la tassa di soggiorno e come ciliegina sulla torta una tassa sui rifiuti che nel 2013 ha visto impennarsi il costo del tributo con percentuali addirittura superiori al 40% per certe categorie, come i ristoratori, nonostante i rifiuti siano calati. Si capirà che i piccoli imprenditori trasecolino quando si sentono dire che Cesena è uno dei Comuni a più bassa pressione fiscale della Regione esibendo a riprova dati e stime obsolete, generiche e poco  circostanziate”.

Continua Patrignani: “ Anche perché in una materia contundente come quella delle tasse non si può fare certo di tutt’erba un fascio, ma i dati vanno presentati in maniera precisa e dettagliata. Pertanto nel dibattito che si è aperto in questo abbrivio di campagna elettorale, vanno subito messi i puntini sulle i: dicendo che la tassazione sulle piccole imprese in questa città si inerpica a livelli troppo alti. Insostenibili. Quindi Confcommercio chiede ai candidati sindaci e alle coalizioni e alle liste in lizza di prevedere nei loro programmi una serie opera di abbassamento di pressione tributaria accompagnata da un sano intervento di spending rewiev e di taglio dei costi, in taluni casi, superflui e non bene ponderati”

C”onfcommercio aggiunge che suona come ulteriore beffa il fatto che ogni anno l’amministrazione comunale presenti un avanzo di bilancio, quest’anno addirittura di quattro milioni. Beffardo perché il danaro che la giunta si ritrova in cassa, magari esibendo il possesso del tesoretto come situazione virtuosa, deriva dal fatto che è rimasto a disposizione perché il prelievo tributario è stato troppo caro e penalizzante e quindi quei soldi sono del danaro chiesto in più ai cittadini e alle piccole imprese, in vari casi spennandole e facendole annaspare. Un avanzo economico effettuato attraverso un disavanzo di equità”.

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