Tenda nel parcheggio del Bufalini, Cesena tra le prime città a sperimentare i tamponi "drive-through"

L’innovazione consiste nella somministrazione del tampone, che, invece che a domicilio, viene effettuata a bordo dell’automobile

"Quelli che vedete sono i volontari della nostra Protezione Civile Unione dei Comuni Valle del Savio - Cesena che hanno appena finito di montare, nel parcheggio dell’ospedale Bufalini, la tenda per il tampone "drive through”". A presentare la novità è il sindaco Enzo Lattuca.  "La tenda servirà ad effettuare i tamponi ai malati di Covid-19 che al momento sono in isolamento domiciliare, e che da qualche giorno non presentano più sintomi, per poterli dichiarare guariti (dopo due tamponi negativi).

Cesena è la prima città in Romagna, e tra le prime in assoluto in Italia, a sperimentare il tampone drive-through, già testato con successo in Corea del Sud e in Australia, che prevede il test a bordo della propria vettura in maniera sicura e veloce. Dopo l’approntamento delle due strutture per tamponi “drive in” nel reggiano (Castelnuovo Monti e Guastalla), sono state oggi montati una tenda ed un gazebo nel parcheggio del Bufalini, per realizzare un terzo “transit point” per tamponi di controllo: le persone accosteranno con la propria auto e faranno l’esame senza scendere. In alternativa alle visite a domicilio, ciò consentirà di risparmiare un gran numero di operatori e dispositivi di protezione individuale. Le strutture sono state allestite dai volontari del Coordinamento provinciale del volontariato di Forlì-Cesena.

I gazebo sono mobili e possono essere spostati, di volta in volta, in base alle richieste e alle necessità. Come ha spiegato l'Ausl: "Non si tratta di un nuovo test rapido di positività". L’innovazione consiste unicamente nella somministrazione del tampone, che, invece che a domicilio, viene effettuata a bordo dell’automobile della persona invitata dal Dipartimento di Sanità Pubblica a sottoporsi al controllo.  L'intento è anche quello di razionalizzare, l’utilizzo delle risorse professionali e dei dispositivi di protezione degli operatori sanitari.

Come funziona

Il tampone viene eseguito su gruppi di persone invitate dal Dipartimento di Sanità Pubblica. Le persone vengono convocate con un sms il giorno prima e ricevono un messaggio di posta elettronica con le indicazioni per raggiungere la sede.  E’ obbligatorio presentarsi in automobile, preferibilmente da soli. Il foglio e l’sms con l’appuntamento non sostituiscono l’autodichiarazione, che va sempre compilata, ma vanno mostrati in caso di controllo. Le Forze dell’Ordine ogni giorno ricevono l’elenco delle persone che hanno l’appuntamento per il giorno successivo.

Nel caso in cui l’esito del tampone sia negativo, il test va ripetuto il giorno dopo. Dopo il secondo esito negativo finisce il periodo di quarantena e le persone saranno informate dagli operatori delle Aziende sanitarie. Nel caso in cui, invece, il tampone sia positivo, questo andrà ripetuto dopo una settimana. Si invitano i cittadini a non telefonare ai servizi per chiedere di essere inseriti negli elenchi degli appuntamenti, che sono programmati sulla base di un database. Si ricorda che non è possibile presentarsi in accesso diretto, senza avere ricevuto l’sms con l’appuntamento; chi si auto-presenta senza aver ricevuto l'appuntamento rischia le sanzioni previste in caso di accertamento da parte delle forze dell'ordine e della polizia locale.

Per le persone sole in casa

Intanto alle persone sintomatiche che possono permanere al domicilio vengono garantite dal proprio medico curante il monitoraggio e l'assistenza necessarie per tutta la durata della malattia anche attraverso le Unità speciali di continuità assistenziale (USCA) del territorio, in raccordo con i dipartimenti di sanità pubblica.

L’assistenza delle persone anziane e disabili ospiti nelle strutture residenziali

Per quanto attiene l'assistenza alle persone anziane e con disabilità ospitate in strutture residenziali, la Regione ha fornito indicazioni operative sia su come prevenire la diffusione delle infezioni da Covid-19 attraverso una corretta gestione dei casi sospetti o accertati sia su come proteggere gli operatori. Quando vi siano casi probabili/confermati di infetti  ospitati nella struttura residenziale, è fondamentale innanzitutto isolare sia  il  residente  affetto  da  Covid-19 (in stanza singola o, in caso di molteplici pazienti Covid-19, insieme nella stessa stanza, cohorting) che  altri eventuali residenti  divenuti  contatti. Poi bisogna mettere in atto soluzioni terapeutiche adeguate alle caratteristiche del paziente in raccordo con le Unità di Malattie Infettive. 

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E proprio per attenuare il senso di isolamento le strutture devono facilitare i contatti dei residenti con i propri famigliari per via telematica e con video chiamate. Ovviamente, in questa fase, ai nuovi accessi deve essere garantita all’ingresso una visita medica finalizzata ad accertarsi che non vi siano situazioni di rischio in atto: se il medico della  struttura  verifica che la persona si trova nella condizione di "caso sospetto", "caso probabile", "caso confermato" l’ammissione in strutture o nuclei residenziali non specificatamente dedicate alla cura di persone colpite da Covid-19 non è possibile. Infine, per monitorare l'andamento dei contagi nelle residenze è stato attivato un flusso informativo regionale che permette di conoscere i dati sugli isolamenti in residenza, sui ricoveri in ospedale, sui guariti e sui decessi degli ospiti delle strutture.

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