Suicidio al liceo, troppa pressione a scuola? L'esperta: "Il risultato non è mai abbastanza"

Un fine settimana che lega nel dolore Cesena e Monza, e lega nel dolore il liceo classico Monti e il liceo scientifico Frisi. Tre giovanissimi studenti si sono tolti la vita

Un fine settimana che lega nel dolore Cesena e Monza, e lega nel dolore il liceo classico Monti e il liceo scientifico Frisi, considerato nel capoluogo della Brianza un'eccellenza, come del resto è considerato un'eccellenza il Liceo Monti, solo qualche settimana fa premiato insieme ad altre nove scuole italiane come "virtuose e innovative". 

Al liceo Frisi di Monza nelle ultime due settimane due studenti 19enni, a un passo dalla Maturità, hanno deciso di suicidarsi, uno lanciandosi dalla finestra di casa, uno gettandosi sotto un treno. Lo stesso tragico destino del 18enne cesenate, che venerdì mattina ha lasciato increduli e sgomenti genitori, prof e amici.

I fatti sono ormai noti, il ragazzo appena maggiorenne, ha firmato per uscire prima da scuola ma non si è diretto a casa. Il viaggio è stato breve. Dal liceo Monti è arrivato in stazione e si è lanciato sotto un Freccia Rossa in transito. Una tragedia difficile da spiegare perchè il giovane non aveva dato avvisaglie di disagio, anzi ero uno studente modello, giocava a tennis e non aveva mai fatto trasparire problemi se non le normali preoccupazioni per la scuola, i compiti in classe e l'esame di Maturità in arrivo. 

Ed è proprio questo il punto che ha messo in allarme i genitori del liceo monzese. "E' il momento di pensare ai nostri ragazzi - hanno scritto alcune madri - di riflettere sul mondo della scuola che forse punta troppo sulle performance, senza tenere conto delle pressioni, senza tenere contro delle fragilità caratteriali di tutti". 

Ma il peso della pressione a scuola può davvero schiacciare ragazzi così giovani? "Certo - spiega la dottoressa Pina Li Petri, psicoterapeuta e mental coach - soprattutto quei giovani che hanno abituato se stessi e gli altri, in particolare la famiglia, a un modello di perfezione. Diventa difficile la gestione dell'ansia in particolare quando si accavallano in concomitanza più fattori di stress. 'Non posso permettermi di andare male', pensa lo studente. La società spinge verso un modello che tende al perfezionismo. Il risultato non è mai abbastanza, anche quando è buono o ottimo. Si può arrivare a gesti estremi quando questa incapacità di gestire la pressione avviene da parte di personalità già fragili".

Ma la scuola cosa potrebbe fare? "Potrebbe fare molto, in primis insegnare a gestire le emozioni e i sentimenti, un'educazione emotiva che manca nelle scuole. E introdurre le tecniche di rilassamento, basterebbero anche dieci minuti di training autogeno al mattino".

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