Studi Romagnoli, nel 70esimo della società il convegno torna a Cesena

Il Convegno si terrà sabato 19 ottobre, a partire dalle 15, e domenica 20 e 27 ottobre, dalle 9.30, al Palazzo del Ridotto.

Nella ricorrenza del 70° anno di fondazione della Società di Studi Romagnoli, che coincide con il 30° dell’Università di Bologna in Romagna, il convegno annuale torna a Cesena, con un programma dedicato al tema “La Romagna contemporanea”, non per fare un bilancio del passato, ma indicare le prospettive del futuro che già prefigura. Il Convegno si terrà sabato 19 ottobre, a partire dalle 15, e domenica 20 e 27 ottobre, dalle 9.30, al Palazzo del Ridotto. Sempre nell'ambito delle celebrazioni il 26 novembre alle ore 10.00 al teatro comunale di Cesenatico si terrà il Convegno Nazionale “Nel Mattino che pare sera – Sul primo tempo di Marino Moretti” che si concluderà con la cerimonia, condotta da Marino Sinibaldi, di consegna del “Premio Moretti” nel quarantesimo della morte del poeta. La Società di Studi Romagnoli viene da lontano, infatti si erano da pochi anni spenti gli echi di una guerra disastrosa e quando c'era tutto da ricostruire ed in particolare nelle terre di Romagna un gruppo di grandi intellettuali romagnoli pensarono che la nuova nazione che stava sorgendo passava anche dal momento culturale di conoscenza dei propri luoghi di vita. Era il Il 14 settembre 1949 e in quel giorno venne fondata a Cesena la Società di Studi Romagnoli, con sede nella Biblioteca Malatestiana. La Società, «rigorosamente apolitica» come puntualizza lo Statuto, aveva quale scopo principale quello di «promuovere con spirito scientifico gli studi di argomento romagnolo», mediante convegni annuali e la pubblicazione di volumi di «Studi Romagnoli».

Fra i promotori c’erano eminenti personalità e neofiti della ricerca, laici e religiosi, artisti e liberi professionisti: Augusto Campana, Delio Cantimori, Giorgio Cencetti, Luigi Dal Pane, Biagio Dradi Maraldi, Corradino Fabbri, Lucio Gambi, Pio Macrelli, Icilio Missiroli, Giuseppe Pecci, Cino Pedrelli, Giancarlo Susini, Augusto Torre, Alfredo Vantadori, Antonio Veggiani, Piero Zama, Renato Zangheri; mons. Vincenzo Gili, vescovo di Cesena; don Giandomenico Gordini, don Giovanni Lucchesi, don Mario Mazzotti, dom Leandro Novelli, don Giuseppe Rossini che riportarono meticolosamente, nell'ordinamento istitutivo, i confini geografici dove sono racchiuse le terre di Romagna. “Sarà un convegno importante che guarda al futuro – dice la presidente e docente universitaria a Parma Alessia Morigi nativa di Mercato Saraceno - non certo per celebrare il nostro glorioso passato. Un convegno che vede protagonista, come sempre, questa terra in un momento di trasmissione dei suoi valori e della sua conoscenza ai giovani in un rinnovato dialogo per i prossimi settanta anni.”

"Per statuto il Congresso della Società di Studi Romagnoli – continua Marino Mengozzi, vicepresidente e redattore – ogni dieci anni si tiene nella città dove venne fondata. Lo scorso anno fu la volta della città di Dozza, nell'imolese, ultimo lembo romagnolo a nord. Gli studi sono poi riportati in in un volume che verrà pubblicato l'anno successivo, oggi presentiamo l'opera del 2018 in quel di Dozza”. “Come Università partecipiamo con particolare soddisfazione alle giornate di Studi Romagnoli – sottolinea Massimo Cicognani, presidente del Campus Universitario – noi festeggiamo il trentennale dell'Alma Mater a Cesena in un nuovo Campus da poco inaugurato e che vedrà il 15 novembre, per la prima volta in 932 anni, il Magnifico Rettore inaugurare l'anno accademico non a Bologna, ma in altra sede e per il nostro Campus e' un grande onore.” “La Società di Studi Romagnoli – ha concluso il vicesindaco Christian Castorri – al di là di ogni aspetto campanilistico è un grande valore aggiunto alla Biblioteca Malatestiana che ne tenne il battesimo.”

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