Striscione di Forza Nuova davanti alla Cgil, la protesta: "Loro sono contro i lavoratori"

Simili striscioni sono stati appesi nella stessa notte anche nelle sedi della Cgil di Ravenna e Rimini. Il gesto trova la condanna della segreteria cesenate del sindacato

Uno striscione di Forza Nuova è stato appeso nelle notte tra martedì e mercoledì sulla facciata della sede della Cgil di Cesena, in via Plauto. Lo striscione trova le sigle di “Forza Nuova”e del sindacato collegato “Sinlai”. Simili striscioni sono stati appesi nella stessa notte anche nelle sedi della Cgil di Ravenna e Rimini. Il gesto trova la condanna della segreteria cesenate del sindacato: Silla Bucci, la Segreteria Generale, Alessandro Celli,Segretario Confederale e Mauro Spazzoli, anch'egli segretario Confederale.

Scrivono i vertici della Cgil di Cesena: “Consideriamo gravissimo questo gesto nei confronti della nostra organizzazione che rappresenta il lavoro ed un presidio democratico del territorio. Questi gesti confermano il tentativo di aumentare la tensione, attaccando il sindacato e le sue sedi. Come sempre, nella triste storia del fascismo, che purtroppo le nostre zone ben conosce,  obbiettivo “delle squadracce nere” sono i lavoratori e le loro organizzazioni. Non vogliamo rispondere o dare ulteriore visibilità a soggetti abituati ad agire nel buio della notte, rappresentanti di una triste ideologia, che la storia ha sconfitto nel 1945 con grande partecipazione popolare. Negli anni venti le camere del lavoro, le organizzazioni dei lavoratori venivano assaltate e distrutte dalle squadracce fasciste pagate dai padroni e dagli agrari. Poco è cambiato nello spirito; il fascismo sta sempre dalla parte dei padroni e contro i lavoratori; e questo i lavoratori ed i cittadini di Cesena ben lo sanno. La presenza a Cesena, medaglia d’argento della Resistenza, della sede fascista porta i primi frutti di intolleranza e provocazione”.

“Chiediamo alla città, alle autorità, alle organizzazioni civili e democratiche che ne costituiscono la struttura, una forte e netta reazione. Se rimane fondamentale la vigilanza, la attenzione, la segnalazione delle attività neofasciste in città; risulta indispensabile una forte reazione da parte delle forze dell’ ordine, che non possono lasciare impunito nessun atto di provocazione fascista. Ma è nelle scuole, nel confronto con i più giovani che deve concentrarsi l’ impegno di Cesena antifascista e delle sue organizzazioni sociali e sindacali”, conclude la nota.

Il sindaco

Commenta il sindaco Paolo Lucchi: "Mi preoccupa e mi indigna l’episodio avvenuto. Si tratta di un atto provocatorio, evidentemente orchestrato, che rivolgendosi contro la Cgil prende di mira il suo impegno a difesa del lavoro e della democrazia. Guarda caso, i valori fondanti della nostra Costituzione, nata nel 1946 per volontà delle donne e degli uomini che dopo la caduta del regime fascista posero le basi della nostra Repubblica “democratica, fondata sul lavoro”. Nell’esprimere alla Segretaria Generale Silla Bucci e a tutta la segreteria della Cgil di Cesena, la solidarietà mia personale e dell’intera Amministrazione comunale, rivendico con forza la decisione assunta nei mesi scorsi di vincolare la concessione degli spazi pubblici all’adesione dei richiedenti ai principi della nostra Costituzione. E garantisco fin d’ora il pieno appoggio alle iniziative che la Cgil vorrà assumere per reagire a questa intimidazione". 

Il Pd

Per il Pd di Cesena si tratta "dell'ennesima provocazione neofascista perpetuata in città. L'attacco al mondo del lavoro è un tratto distintivo del fascismo, e la contemporanea azione svoltasi a Cesena, a Ravenna e a Rimini è l'ulteriore conferma - se mai ve ne fosse bisogno - che non siamo di fronte a gesti di qualche esaltato nostalgico, ma viviamo un tentativo vero di restaurazione di una ideologia vile e violenta su cui già la Storia ha scritto il proprio giudizio".

Il Pd di Cesena "condanna fermamente l'accaduto" ed esprime alla Cgil, ai suoi dirigenti, ai suoi funzionari ed ai suoi iscritti "la più stretta vicinanza e solidarietà. La prassi di compiere azioni dimostrative nascosti dal buio della notte è oramai diffusa fra questi gruppi neofascisti, che confermano in questo modo la loro totale estraneità al tessuto democratico e civile delle nostre comunità. La scelta di prendere di mira il mondo del lavoro - che rappresenta uno dei cardini della nostra Costituzione, la quale riconosce ai Sindacati il ruolo di attori fondamentali della vita civile - dimostra la volontà di alzare lo scontro e di scardinare i capisaldi dell'Italia Repubblicana ed antifascista. La storia democratica e libertaria della nostra città ha affondato radici nel dna cesenate: nemmeno questa volta i nuovi fascisti troveranno terreno fertile per il loro pacchiano e grottesco tentativo di riportare indietro le lancette della storia".

Cisl Romagna e Uil

Cisl Romagna e Uil di Cesena condannano "l’ennesima provocazione da parte di Forza Nuova. Il facile qualunquismo non è portatore di nessuna soluzione dei problemi che ha il nostro Paese, in particolare il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro non può essere trattato  con slogan, ma va affrontato con una capillare attività quotidiana di presidio dei luoghi di lavoro, azioni di prevenzione, puntuale vigilanza e formazione, che Cgil, Cisl e Uil hanno da sempre sostenuto e praticato". Cisl e Uil "invitano tutti i propri associati e i cittadini romagnoli a vigilare affinché la democrazia rimanga il metodo di confronto con cui affrontare e migliorare la società locale e nazionale".

Cna

Anche Cna "esprime la propria solidarietà e vicinanza al segretario generaleBucci e a tutta la segreteria della Cgil di Cesena. Condanniamo con fermezza il grave atto di provocazione avvenuto nei giorni scorsi. Il problema della sicurezza nei luoghi di lavoro non merita di essere strumentalizzato. La tutela dei lavoratori e degli imprenditori durante lo svolgimento delle proprie attività lavorative, non può prestarsi a bieche logiche di polemica politica. La sicurezza sui luoghi di lavoro si promuove solo sulla base di una continua azione di prevenzione, affiancata da una seria formazione e da un’efficiente vigilanza. Il tale ottica, il ruolo rivestito dai sindacati dei lavoratori e dalle associazioni datoriali rimane insostituibile. Quanto accaduto non può che rinnovare, in tutti noi, la determinazione con la quale, quotidianamente, cerchiamo di tutelare il bene più prezioso: la vita di chi lavora".

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Il sindacato di Forza Nuova

Il sindacato di Forza Nuova Sinlai rivendica l'azione per bocca di Fabrizio Fiorini: "In un'azione congiunta dei sindacalisti del Sinlai con i militanti di Forza Nuova e Lotta Studentesca, sono stati affissi diversi striscioni in molte città d’Italia contro le precarie condizioni di sicurezza in cui i lavoratori sono costretti a operare. Obiettivi dell’azione nazionale del Sinlai e di Forza Nuova sono stati i sindacati confederali, colpevoli di non vigilare sulle condizioni di lavoro di operai e impiegati, sempre più sfruttati e vessati; le associazioni datoriali e le aziende che più di altre si sono negativamente distinte per il macabro record di morti tra i propri dipendenti. Come accaduto in tutte le principali città d'Italia, l’azione del Sinlai è stata effettuata anche in Romagna, attraverso l’affissione di striscioni dinanzi le sedi Cgil di Cesena, Ravenna e Rimini. Come prevedibile, le segreterie provinciali della Cgil hanno gridato alla solita “provocazione fascista”, all’allarme per il “clima inquietante” e altre storielle buone solo per quei pochi allocchi che ancora nutrono fiducia nei sindacati della Triplice”.

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