La denuncia del Siulp: "La Polizia senza gomme termiche"

La segreteria provinciale del Siulp di Forlì-Cesena (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) ancora una volta denuncia "la situazione assurda in cui sono costretti ad operare i poliziotti"

Mentre l'inverno si è concesso una breve vacanza dopo la neve e il gelo di fine anno, la segreteria provinciale del Siulp di Forlì-Cesena (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) ancora una volta denuncia "la situazione assurda in cui sono costretti ad operare i poliziotti, soprattutto quelli in servizio presso la Sottosezione della Polizia Stradale di Bagno di Romagna, che opera fino a circa 1000 metri d’altitudine".

"Difatti - evidenzia il sindacato - dopo i continui e frenetici interventi nelle sedi opportune per segnalare la mancanza di veicoli idonei per il servizio di vigilanza stradale sulla pericolosissima E45 con competenza da Arezzo fino a Ravenna (solo un paio di auto a disposizione, tra l’altro con più di 200.000 km e altri non idonei in quanto privi delle previste barre luminose che in caso di interventi con presenza di nebbia o altri fenomeni atmosferici avversi in una superstrada senza corsia di emergenza, diventa assai rischioso e pericolo per l’operatore e per l’utente della strada), finalmente alcune settimane fa è stato assegnato a tale reparto un Fiat Freemont".

"Purtroppo la soddisfazione è durata solo poche ore, in quanto quel veicolo è stato riposto in garage e non può essere utilizzato causa mancanza di gomme termiche, che ricordiamo sono obbligatorie per quel tratto di strada e soprattutto con temperature esterne sottozero - continua il Siulp -. Pare che gli uffici preposti (Autocentro di Bologna/Ufficio Motorizzazione Questura di Forlì Cesena) non abbiamo i fondi per l’acquisto dei pneumatici in questione".

Prosegue il sindacato: "Inoltre, recentemente, abbiamo segnalato più volte agli uffici Centrali e Periferici, la mancanza dei capi di vestiario per il personale in servizio alla Polizia Stradale, per tutta risposta, gli uffici centrali competenti hanno inviato solo taglie XL, quindi la maggior parte dei colleghi è stato costretto ad arrangiarsi, facendosi per esempio confezionare da un sarto pantaloni e camicie o sistemare dal calzolaio gli stivali oramai usurati". "Secondo il Siulp, "n un paese che si considera “avanzato”, tutto questo è inconcepibile. A questo punto, lanciamo l’ennesimo appello e sensibilizziamo le Istituzioni, ai vari livelli, ad intervenire per scongiurare queste situazioni davvero paradossali".

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