"Creativo e perfezionista", ha portato la scarpa di San Mauro in tutto il mondo. Tanti ricordano Sergio Rossi

Il sindaco di San Mauro annuncia che il 5 aprile sarà lutto cittadino per la scomparsa del "patriarca del calzaturiero". In tanti lo ricordano per la sua attenzione ai giovani

Una storia, quella di Sergio Rossi e delle sue calzature, che ha fatto il giro del mondo, con negozi aperti nelle più importanti vie dello shopping. Una passione ereditata dal padre calzolaio, un marchio cresciuto a livello esponenziale che negli anni ’80 arriva a collaborare con Dolce & Gabbana e Versace, diventando uno dei nomi della Settimana della moda milanese. 

La notizia della morte del decano del calzaturiero rimbalza su tutti i quotidiani, è arrivata purtroppo giovedì pomeriggio dall'ospedale Bufalini. L'imprenditore è morto a 85 anni, dopo la positività al Coronavirus. La sua azienda nel pieno nell'emergenza sanitaria aveva donato 100mila euro all'ospedale Sacco Benefratelli di Milano.

Per il sindaco di San Mauro Luciana Garbuglia era "Un patriarca del nostro distretto calzaturiero, non potremo rendergli onore con un funerale, ma sarà proclamato il lutto cittadino per domenica 5 aprile. Siamo rimasti sconvolti e siamo vicini alla famiglia, vogliamo ricordarlo come merita nel primo consiglio comunale, per celebrare la sua figura".

Sergio Rossi era nato nel 1935 a San Mauro Pascoli. Ereditò dal padre calzolaio non solo gli strumenti del mestiere, ma anche le tradizioni di un vero artigiano. Aprì il primo stabilimento a San Mauro Pascoli nel 1951. Nel 1968, venne prodotta la prima scarpa marchiata Sergio Rossi che inaugura la prima collezione ufficiale del brand.  Secondo Vogue, durante gli anni ‘60, l’azienda “divenne ben presto sinonimo di qualità italiana e design classico femminile".

L’impegno come imprenditore calzaturiero va avanti fino al 1999, poi la cessione del 70% dell'azienda al gruppo Gucci e nel 2005 anche il restante 30%. Nell'ultimo segmento l'ingresso nel mercato immobiliare, senza gli straordinari risultati raccolti nel mondo delle scarpe di lusso. A portare avanti la passione di famiglia è stato poi il figlio Gianvito con l’azienda Ggr, impegnata nella produzione di scarpe di lusso. Commosso il ricordo del nipote Nicola, 26enne, chè alle ultime comunali a San Mauro, ha sfiorato per un soffio la poltrona di sindaco, perdendo al fotofinish contro Luciana Garbuglia. "addio, Maestro", il post di ricordo su Facebook.

Dal 2007 al 2013 Sergio Rossi è stato presidente del Cercal , la scuola internazionale di moda della scarpa riservata ai giovani, che da anni è il punto di riferimento delle aziende calzaturiere con le quali organizza corsi di formazione, stage aziendali, progetti per lo sviluppo del distretto calzaturiero. Il sindaco di San Mauro ha ricordato la  vocazione di Rossi verso i giovani. "E' una grande perdita per la nostra comunità, ci lascia dei valori importanti, un imprenditore che ha dato lavoro ai tanti sammauresi. Ha creato un brand che si è distinto in tutto il mondo, ma voglio ricordare che è stato anche per molti anni presidente del Cercal, per dare impulso all'insegnamento e alla formazione delle nuove generazioni".

"Carattere forte e generoso. Sempre attento ai giovani"

Gianvito Rossi e tutta la famiglia lo ricordano con queste parole: “E' un uomo che ha dato tutto se stesso, alla scarpa, ma anche alla sua comunità. Ha voluto donare le conoscenze apprese in una vita alle generazioni future, trasmettendole tramite il Cercal, scuola fondata con i suoi compagni d’avventura sammauresi. Si è sempre distinto per la sua classe ed il suo carattere forte, carismatico, generoso, coraggioso: un leader naturale, amato e rispettato allo stesso tempo dai suoi collaboratori, con i quali ha formato nel lungo viaggio della sua vita un’unica, grande famiglia".

L'imprenditore del calzaturiero e Presidente del Cercal, Cesare Casadei, lo ricorda così: “È stato il presidente più longevo del Cercal, scuola nella quale ha sempre creduto con lungimiranza, attento ai giovani per capire e captare i segnali dei mutamenti in atto, consapevole che la moda è un mondo in continua evoluzione – spiega Casadei – Sergio Rossi è stato un creativo, un illuminato, un perfezionista, un grande stilista che ha portato la scarpa di San Mauro ai massimi livelli nel mondo. Insieme ad altri di quella generazione, è stato un romagnolo che con la caparbietà e il duro lavoro ha sempre avuto lo sguardo proiettato in avanti. Con la sua scomparsa San Mauro perde uno dei capostipiti del nostro distretto. Senza di lui da oggi ci sentiamo tutti più poveri”.

Molto amato anche tra i lavoratori. La Femca (Federazione Energia, Moda, Chimica ed Affini),  della Cisl Romagna "porge le sue condoglianze alla famiglia Rossi e a tutti i dipendenti della Gianvito Rossi così come a quelli della Sergio Rossi che l'imprenditore appena deceduto, fondò e portò al successo contribuendo col suo brand di lusso, a creare il distrettocalzature di San Mauro Pascoli -Rubicone".

Dal mondo politico la nota di Annamaria Bernini e dell'intero coordinamento regionale di Forza Italia "Forza Italia è vicina a Nicola Rossi in questo momento di grande dolore per la perdita del nonno Sergio e si stringe attorno alla famiglia e alla comunità di San Mauro Pascoli che oggi perde uno dei suoi più illustri rappresentanti. Sergio Rossi ha testimoniato con la sua vita la dedizione, l’impegno e il sacrificio, esprimendo i valori più autentici di quella sana imprenditoria fatta di coraggio e di generosità. Portando alto il nome dell’Italia nel mondo, è diventato esempio per le giovani generazioni, alle quali ha saputo trasmettere conoscenza e passione per ciò che si ama. E per questo il suo ricordo resterà per sempre vivo e fulgido".

"Sergio Rossi è stato più che un maestro. È stato il Maestro"

"Con la sua scomparsa, avvenuta venerdì a Cesena, la calzatura italiana ha perso una pietra miliare della propria storia, un pioniere che ha occupato uno spazio straordinariamente importante nel Novecento italiano dello stile e della moda - afferma Siro Badon, presidente Assocalzaturifici -. Questo maledetto virus, dopo aver colpito duramente il nostro settore calzaturiero mettendo a rischio la sopravvivenza delle migliaia di eccellenze che lo compongono, ci ha portato via un punto di riferimento: non solo per il distretto di San Mauro Pascoli, dove ha vissuto e operato Sergio Rossi, ma per tutta la comunità della scarpa. Il Maestro ha avuto delle intuizioni straordinarie, costruite attorno alla capacità di realizzare prodotti mai visti prima. Le sue scarpe non erano soltanto belle: erano anche comode, calzabili, tecnicamente perfette. Ha dato alle donne la possibilità di unire l’eleganza con la funzionalità. E inoltre, ponendo al centro il prodotto, ha imposto il proprio nome nella scena internazionale, trasformandolo in grande marchio, uno dei primi a essere presente con i propri negozi nella grandi città italiane, europee e degli Stati Uniti. Basta il nome, appunto: Sergio Rossi. Da molti anni, ormai, il brand Sergio Rossi continua a essere apprezzato nel globo a prescindere dal diretto contributo del fondatore, perché Il Maestro è stato tra i primi a comprendere che il mondo era cambiato e quindi, già nel 1999, aveva accettato l’offerta di Gucci, all’epoca in cui era guidata dal grande Domenico De Sole, cedendo la proprietà dell’azienda, che oggi è in pieno rilancio con il nuovo socio Investindustrial".

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"Ma l’uomo Sergio Rossi non si è mai allontanato dalle scarpe - continuo Badon -. Ha messo la sua esperienza e il suo prestigio a servizio della famiglia, ispirando l’opera eccezionale concretizzata dal figlio Gianvito, che ne ha raccolto il testimone imponendo con incredibile rapidità il suo nome nel mondo del lusso. E poi, come ha ricordato proprio Gianvito, ha “voluto donare le conoscenze apprese in una vita alle generazioni future, trasmettendole tramite il Cercal, scuola fondata con i suoi compagni d’avventura di San Mauro Pascoli”. Per tutta la comunità sammaurese, Il Maestro ha continuato a essere un punto di riferimento e una presenza costante. Il pensiero mio e di tutto il board di Assocalzaturifici va innanzitutto alla famiglia. Vi sia di conforto, in questo momento così triste, l’eco internazionale che ha avuto la notizia della sua scomparsa, assieme all’omaggio dell’intero sistema moda. Ci sono uomini che, pur essendo scomparsi, in realtà non muoiono mai e continuano a rappresentare un esempio. Il mio auspicio è che l’esempio di Sergio Rossi possa ispirare l’affermazione di tanti nuovi Maestri della scarpa made in Italy. Perché sono certo che la storia del Novecento, il secolo della nostra affermazione internazionale come settore delle calzature, non si è affatto esaurita. E che, nel ricordo di Sergio Rossi e della sua talentuosa generazione, saremo in grado di emozionare le donne del mondo per tanti altri secoli, semplicemente creando le scarpe che hanno sempre sognato di indossare".

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