La Regione conferma la sua "ambasciata" a Bruxelles

L'Emilia-Romagna conferma e mantiene il suo ufficio a Bruxelles. Da oggi occupa una nuova sede comune insieme ad altre tre Regioni europee partner: Assia (Germania), Aquitania (Francia) e Wielkopolska (Polonia)

L'Emilia-Romagna conferma e mantiene il suo ufficio a Bruxelles. Da oggi occupa una nuova sede comune insieme ad altre tre Regioni europee partner: Assia (Germania), Aquitania (Francia) e Wielkopolska (Polonia). Nel corso della cerimonia di inaugurazione a Bruxelles e della firma della dichiarazione di partenariato insieme ai presidenti Volker Bouffier (Assia), Alain Rosset (Aquitania) e Marek Wozniak (Wielkopolska), il presidente dell’Emilia-Romagna Vasco Errani ha espresso “apprezzamento per questa soluzione che rilancia e consente di proseguire l’efficace impegno comune portato avanti con le Regioni nostre partner, garantendo ancora una volta la qualità di un lavoro comune e solido, legato alle vocazioni di ciascuna singola realtà”.

Dopo le polemiche sulla necessità di un' “ambasciata” regionale a Bruxelles, la Regione conferma la scelta spiegando la necessità di presidiare sempre più consistenti finanziamenti che giungono dall'Unione Europea. Quest’anno, allo scadere del contratto d’affitto della vecchia sede di Merode e preso atto della volontà del proprietario dello stabile di non rinnovarlo per destinare ad altri fini gli spazi, l’Emilia-Romagna si è trasferita, insieme alle altre Regioni partner, in una nuova sede comune - sempre in affitto - in rue Montoyer, più vicina al Parlamento europeo.

La superficie occupata dagli uffici dell’Emilia-Romagna è rimasta la stessa (205 mq) così come i costi di affitto e utenze (circa 120 mila euro l’anno) mentre i nuovi spazi sono disposti in modo più razionale e moderno in un edificio di classe energetica superiore (il che consentirà risparmi nei costi di gestione: riscaldamento, illuminazione, ecc…). L’ufficio si adopera per ottenere finanziamenti europei sempre più importanti in un momento in cui le risorse pubbliche nazionali sono drasticamente calate.

I fondi strutturali destinati all’Emilia-Romagna ammontano, per il periodo di programmazione 2007-2013, a circa 1 miliardo e 153 milioni. La Regione, a fine 2012, aveva varato programmi per il 59,4% dei finanziamenti Fse (contro un obiettivo fissato del 41,2%) e il 48,9% dei Fesr (obiettivo 41,2%). In particolare, in Emilia-Romagna sono arrivati oltre 128 milioni di euro per il Fondo europeo di sviluppo regionale (attività produttive), quasi 300 milioni di euro per il Fondo sociale europeo (scuola e sevizi socio-sanitari), 411 milioni per lo sviluppo rurale, quasi 8 milioni di euro per la pesca e 51 milioni per la cooperazione territoriale europea. Capitolo a parte è stato il terremoto: l’Emilia-Romagna ha potuto beneficiare di quasi 550 milioni di euro di finanziamenti europei.

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