Seba Rossi si racconta: "A Cesena la mia infanzia a 40 anni, come se non fossi mai andato via"

Il portierone a 360 gradi:" Il momento più bello al Milan? La firma del contratto. Smettere non è stato un trauma, un calciatore deve saperlo accettare"

Una chiacchierata davanti a un caffè, con una leggenda del calcio, cesenate doc, portiere del MIlan degli Invincibili. Siamo in un bar di Piazza Amendola, nel cuore del centro storico di Cesena, i luoghi che Sebastiano Rossi ama di più.

Inutile ricordare i numeri di un campione senza tempo che difendendo la porta del Milan ha vinto 5 scudetti, tre Supercoppe italiane, una Coppa Intercontinentale, due Supercoppe europee e una Champions League. Riconosciuto da tutti, anche dai suoi ex compagni, come uno dei migliori portieri della sua generazione.

Siamo agli inizi degli anni '90 e Seba Rossi si ritrova catapultato da Cesena a Milano: "Devo dire che non è stato un trauma, chiaro che mi sono ritrovato in un altro mondo, inizialmente mi sono mancate le mie amicizie, ma il mio unico obiettivo era conquistarmi un posto da titolare, e non è stato facile in una squadra di 'mostri sacri' come quel Milan". 

A  Milano ritrova uno dei suoi mentori, Arrigo Sacchi, Rossi rivendica con orgoglio le sue origini calcistiche: "Sono nato nel settore giovanile del Cesena, che negli anni ' 80 era veramente il top, nella squadra Primavera mi allenava proprio Arrigo Sacchi, uno dei miei maestri calcistici".

Il momento più bello dell'esperienza milanista? "Quando ho firmato il contratto - sorride l'ex portiere che svela un aneddoto - mi volevano anche Napoli e Juve. Ma quando il mio procuratore Oscar Damiani mi chiamò e mi disse che c'era il Milan, 'scappai' dalla spiaggia e andai a firmare, in quel momento era il massimo, era il Milan dei vincenti".

"Il record di imbattibilità? Contento sia rimasto a un portiere italiano"

Seba Rossi è ricordato per tanti motivi, uno di questi è sicuramente il record di imbattibilità: 929 minuti senza subire gol, un incantesimo violato da Igor Kolyvanov il 27 febbraio 1994 in un Milan-Foggia 2-1. Un record che ha resistito per oltre dieci anni, infranto da Buffon che nella stagione 2015-2016 riesce a tenere la porta inviolata per 974 minuti. "I record sono fatti per essere battuti, chiaro che quel giorno non ero felice, ma mi fa piacere che ci sia stato un passaggio di consegne con un portiere italiano". 

Qualcuno potrebbe pensare a un Seba Rossi lontano dal campo ma non è così. "Sono rimasto molto legato all'ambiente MIlan, ho fatto il preparatore dei portieri della Primavera, faccio il talent scout soprattutto nelle scuole calcio e nei camp estivi che il club organizza in Italia e nel mondo". Per il portierone cesenate appendere gli scarpini al chiodo non è stato un trauma: "L'ho vissuta bene psicologicamente, sapevo che era una passaggio obbligato che un calciatore deve saper accettare. In pratica ho potuto fare tutto quello di cui mi ero dovuto privare, posso dire che la mia infanzia è stata a 40 anni". Mai un dubbio sul fatto di ritornare nella sua Romagna: "Anzi, è come se non fossi mai andato via, ho ritrovato la famiglia, gli amici, il mare di Cesenatico". E la pesca, una delle passioni di Rossi: "Dove vado a pescare? Ovunque ci sia acqua - sorride - mare, fiumi e laghi". 

Seba Rossi sintetizza in modo perfetto il passaggio dal calcio giocato al post-carriera: "Mi sono ritrovato da un mondo ovattato a un mondo di 'giaguari'", un contesto che lo porta a qualche 'marachella' come un pugno a un carabiniere in un bar del centro a Cesena, e a finire in un'inchiesta su un giro di droga, accuse completamente archiviate per Rossi.

Episodi che appartengono al passato, oggi c'è un Seba Rossi sereno che non può non dedicare un pensiero al Cesena attuale: "Lo seguo con affetto, il Cesena sta disputando un campionato di serie D, che non c'entra nulla con la sua storia e soprattutto con la tifoseria, 9mila abbonati è qualcosa di straordinario. Le persone della società che conosco sono serie e oneste e stanno lavorando per risalire la china". E il Milan: "E' un po' altalenante, ma è anche normale con tutti i cambiamenti che ha avuto, tra cui una nuova società. Deve solo trovare continuità, conosco molto bene Gattuso, e penso che con lui il Milan potrà riuscirci".
 

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