Savignano, in arrivo 3 nuove colonnine per la raccolta differenziata dell'olio alimentare

Sono oltre 16 le tonnellate di oli alimentari raccolti da Hera solo a Savignano nel 2017 e nei primi sei mesi del 2018

Sono oltre 16 le tonnellate di oli alimentari raccolte da Hera nel 2017 a Savignano sul Rubicone, di cui 10 tonnellate nel 2017 e altre 6 nel primo semestre 2018. Una raccolta costantemente in crescita, grazie agli appositi contenitori a disposizione nelle stazioni ecologiche e alla colonnina stradale già presente a Savignano in  via Moroni, 29 (zona Cesare).
La raccolta media pro capite Hera è di 0,3 kg annui, contro una media nazionale di 0,2. Si tratta degli oli adoperati in cucina, gli oli da frittura o utilizzati per conservare gli alimenti nei vasetti: ognuno di noi ne produce circa 5 kg all’anno.

37 nuove colonnine in arrivo, di cui 3 a Savignano sul Rubicone

Per incrementare ulteriormente questa raccolta e renderla sempre più comoda per i cittadini, in collaborazione con le amministrazioni locali e il partner Adriatica Oli è in atto un progetto di potenziamento per inserire, entro metà dicembre nei 17 Comuni del bacino di Cesena, 37 nuove colonnine per la raccolta stradale degli oli, di cui 3 nel territorio comunale di  Savignano sul Rubicone.
La prima delle nuove colonnine savignanesi a è stata collocata oggi in via Nazario Sauro 41- fronte Piazza Kennedy, alla presenza dell’assessore alla sostenibilità ambientale Natascia Bertozzi e del responsabile servizi ambientali Hera del distretto di Cesena Enzo Gasperini.
Da oggi, 4 dicembre, sono pienamente operative anche le altre 2 colonnine stradali ai seguenti indirizzi: via della Repubblica 51 - fronte via Montesole (valle ferrovia) e via Einstein, 14 - vicino supermercato (Rio Salto). Per conoscere l’elenco aggiornato visita il sito www.ilrifiutologo.it/oliSavignanosulRubicone
Un servizio sempre più capillare che, incentivando il corretto recupero, mira anche a scongiurare comportamenti, come lo sversamento degli oli nel lavandino, dannosi per le tubazioni domestiche e gli impianti di depurazione delle acque.

Come raccogliere gli oli alimentari

I contenitori stradali collocati sono di nuova tipologia, rispetto ai precedenti, hanno una capacità di 240 litri e consentono di raccogliere agevolmente l’olio da recuperare aprendo uno sportellino. Infatti, l’olio non va versato direttamente ma deve essere conferito all’interno di normali bottiglie o flaconi in plastica, purché non abbiano un diametro superiore ai 18 cm, chiusi con il loro tappo. L'olio alimentare esausto può essere sempre conferito anche presso le stazioni ecologiche (centri di raccolta) di Hera in via Moroni (orario invernale: lunedì, mercoledì e sabato dalle 9,30 alle 12,30; giovedì e sabato dalle 14,30 alle 17,30) e via Rossellini in zona Iper (orario: martedì, giovedì e sabato  dalle 9,30 alle 12,30; sabato dalle 14,30 alle 17,30).

Un rifiuto altamente inquinante che diventa una risorsa

Lo scarto dei comuni oli vegetali da cucina costituisce un rifiuto con potere altamente inquinante, in particolare se smaltito attraverso gli scarichi domestici e la rete fognaria. 1 Kg. di olio vegetale esausto può distribuirsi fino a ricoprire una superficie di 1000 mq, inoltre la depurazione delle acque inquinate da olio richiede costi energetici di trattamento fino a 3kWh per ogni Kg di olio impropriamente smaltito, oltre ai costi medi per la manutenzione degli impianti di depurazione. Hera, una volta raccolti gli oli alimentari esausti, li avvia a recupero prevalentemente per la produzione di energia in impianti di cogenerazione oppure per la produzione di biodiesel.
L’accordo fra Eni e Hera per trasformare l’olio in green diesel (economia circolare)
Recentemente Hera ha siglato una partnership con Eni finalizzata a trasformare l’olio vegetale esausto in biocarburante per alimentare i mezzi aziendali della raccolta rifiuti urbani. L’accordo prevede che gli oli vegetali esausti di uso domestico recuperati da Hera attraverso circa 400 contenitori stradali e in circa 120 centri di raccolta, saranno inviati alla bioraffineria Eni di Venezia, a Porto Marghera (primo esempio al mondo di conversione di una raffineria di petrolio in bioraffineria), che lo trasformerà in green diesel, prodotto completamente rinnovabile che costituisce il 15% dell’Enidiesel+.

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