Tre fogli 'A4' per pubblicizzare la 'vendita promozionale': maxi sanzione ad un negozio

L'associazione di categoria considera "abnorme la sanzione", ritenendo "inaccettabili le modalità con le quali la "concessionaria" opera"

Foto di repertorio

Un negozio nel centro storico di Cesena è stata multata di 213 euro da parte della I.C.A, la concessionaria del Comune per la tassa sulla pubblicità, per avere esposto tre cartelli (formato A4) all'interno delle proprie vetrine in occasione di una "vendita promozionale". Lo segnala Confartigianato Federimpresa Cesena, a cui l'impresa è associata, ricordando "che più volte ha rimarcato come adempimenti spesso iniqui e burocrazia rendano l'attività del fare impresa un impervio percorso di gironi infernali, sempre sul punto di precipitare nell'abisso".

L'associazione di categoria considera "abnorme la sanzione", ritenendo "inaccettabili le modalità con le quali la "concessionaria" opera: nessun contradditorio; una semplice fotografia alle vetrine e la successiva notifica della sanzione all'ignaro commerciante. Il quale, infatti, era ignaro del fatto che debba pagare la tassa per la pubblicità, quando espone un semplice cartello di avviso promozionale ai propri clienti".

Confartigianato stigmatizza che "in questi casi, come in quelli anche recentissimi di verifiche fatte dai vigili urbani in materia di commercio di vicinato, si continua a disapplicare il principio della 'diffida amministrativa", peraltro prevista dalla legge regionale, una sorta di costruttivo avvertimento che precede la sanzione. Tante volte in questi anni Confartigianaato ha condiviso la necessità di creare un ambiente più favorevole al fare impresa nel nostro Comune, nella considerazione che ciò sia fondamentale per dare un nuovo impulso allo sviluppo economico del territorio. Diverse sono le componenti ambientali per ottenere questo obiettivo e, come sappiamo bene, solo in parte esse dipendono dalle scelte del Comune. Nel recente confronto ccn l'amministrazione comunale sul bilancio preventivo 2014, abbiamo evidenziato che la politica fiscale del Comune di Cesena, non va certamente in questo senso".

Nel suo documento Confartigianato rileva che, "oltre al centrale problema del fisco esoso, vi sono tutta una serie di interventi di semplificazione necessari per dare concretezza a tali auspici. Non è la prima volta che, per esempio, che si chiede una profonda revisione dei Regolamenti comunali in materia di occupazione suolo pubblico, di insegne e di commercio di vicinato".

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"E' evidente che l'imprenditore in questione e tutti gli altri colpiti da provvedimenti iniqui vive questi episodi come un inutile accanimento burocratico, essendo incomprensibile l'interesse collettivo che verrebbe leso da tali 'inadempienze' - conclude Confartigianato -. Il problema, ribadiamo, è generale e di sistema, ma da qualche parte bisogna farsi per uscire da questi gironi infernali senza fine e tornare a rivedere le stelle: quelle vere del cielo, non le stelle metaforiche di chi resta tramortito, come nel caso del nostro associato".

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